Ambasciatore massone, caso chiuso: il Papa riceve il nuovo diplomatico libanese

di Franca Giansoldati
CITTA' DEL VATICANO Domani in Vaticano farà ingresso ufficiale il nuovo ambasciatore libanese, Antonio Andary. La sua designazione va a chiudere una vicenda diplomatica tra il grottesco e l'imbarazzante dopo che Papa Bergoglio, alcuni mesi fa, aveva chiesto al premier Hariri, ricevuto nel Palazzo Apostolico, di cambiare il nome dell'ambasciatore designato perché massone. Così al posto di Johnny Ibrahim, già console generale del Libano a Los Angeles, che a luglio aveva festeggiato felice la notizia della sua nomina in Vaticano con diversi prelati americani, Hariri ha individuato velocemente Andary, già ambasciatore in Argentina e assai bene introdotto nella società argentina. Sicuramente un nome che è piaciuto a Papa Francesco tanto che prima di Natale ha fatto avere a Beirut l'agreement per il diplomatico fissando la data per lo scambio delle lettere credenziali che avverrà, appunto, domani mattina.

La storia dell'ambasciatore libanese rifiutato perchè massone aveva fatto il giro del mondo, enfatizzata soprattutto dai mass media libanesi. Per diventare ambasciatori al di là del Tevere e ricevere il placet di Papa Francesco ormai è chiaro che bisogna non essere gay (come è accaduto all'ambasciatore francese scelto da Hollande e rifiutato quattro anni fa) e nemmeno collezionare troppi divorzi alle spalle, anche se nel caso di Callista Gringrich, l'ambasciatrice americana scelta da Trump, deve avere fatto una eccezione, visto alle spalle ha altre unioni. Ma tant'è. Nella lista delle caratteristiche non gradite al Papa c'è pure quella di appartenere alle logge massoniche.  
Gioved├Č 4 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 05-01-2018 14:40

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