Roma, parrocchie «sorde» all'appello del Papa: solo 38 hanno aperto le porte agli immigrati

di Franca Giansoldati
Città del Vaticano - Dopo quattro anni dall’appassionato appello del Papa alle parrocchie romane, «aprite le porte ai nostri fratelli immigrati», questo è il risultato: solo 38 tra parrocchie e  istituti religiosi presenti a Roma hanno ospitato 121 persone (57 in prima accoglienza e 64 in seconda accoglienza). I dati sono stati forniti stamattina dal Vicariato. Forse un risultato decisamente sotto le aspettative vista l’alta concentrazione nella capitale di istituti religiosi e conventi (spesso semivuoti per mancanza di vocazioni o trasformati tout cour in redditizi b&b per pellegrini).

E pensare che nella diocesi del Papa si contano ben 332 parrocchie e circa 700 istituti religiosi. Difficile dimenticare l'appello che Bergoglio fece pochi mesi dopo la sua elezione, visitando il Centro Astalli dove funziona da anni una mensa per profughi. Davanti a tanti rifugiati senza nulla, parlando «con il cuore in mano», invitava «gli Istituti religiosi a leggere seriamente e con responsabilità» come segno dei tempi il fenomeno migratorio che bussano alle porte. «Il Signore chiama a vivere con più coraggio e generosità l’accoglienza nelle comunità, nelle case, nei conventi vuoti: Carissimi religiosi e religiose, i conventi vuoti non servono alla Chiesa per trasformarli in alberghi e guadagnare i soldi. I conventi vuoti non sono nostri, sono per la carne di Cristo che sono i rifugiati. Il Signore chiama a vivere con generosità e coraggio la accoglienza nei conventi vuoti. Certo non è qualcosa di semplice, ci vogliono criterio, responsabilità, ma ci vuole anche coraggio».

Il coraggio richiesto forse è risultato carente in molti casi. In tanti si chiedono, cosa è restato di quell'appello? Perchè non è stato ascoltato? Basterebbe solo andare sul sito www.ospitalitàreligiosa.it e dare una occhiata al grande ventaglio di possibilità alberghiera fornita da conventi e istituti di suore o frati. Centinaia di strutture con migliaia di posti letto disponibili.

Dall’anno scorso la Caritas romana ha ampliato l’accoglienza anche alle famiglie con il programma “Pro-tetto: rifugiato a casa mia”, avendo come duplice obiettivo l’intensificazione del proprio impegno verso l’integrazione dei  migranti e rifugiati e al contempo la promozione di un’esperienza di autentica condivisione. Finora sono stati solo 3 i nuclei che hanno accolto altrettanti immigrati, altre famiglie stanno svolgendo un percorso di formazione per iniziare l’esperienza.
 
Lunedì 19 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 20-06-2017 10:54

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5 di 29 commenti presenti
2017-06-20 12:55:52
Tra i soggetti che non accolgono va incluso il Vaticano, con le sue immense sale e immensi giardini. Ce ne sarebbe di posto per accogliere!
2017-06-20 10:07:43
eccolo smontato il quadretto idilliaco dei midia... in verità nella chiesa questo papa è visto come il fumo negli occhi,nelle parrocchie, compresa la mia, lo subiamo con disagio e si fa a meno di nominarlo per quanto possibile....i fedeli e i sacerdoti sono pazienti, continuano a lavorare per la comunità, e aspettano che passi questo periodo orribile per la chiesa
2017-06-20 09:55:34
E sono pure troppe. Basta con i clandestini, gli italiani che non ci mangiano non ne possono più.
2017-06-20 09:51:36
Le parrocchie romane sono sorde solo alle tue pretese assurde e razziste, caro Francesco. Prima che arrivassero tutti questi clandestini musulmani, non hai detto una parola sugli homeless e barboni poveracci che erano in Roma sotto gli occhi di tutti. Dove eri tu, Galantino, Becciu e tutti quelli che vi riempite la bocca di altruismo, di accoglienza, di integrazione etc.etc? Vi si compra chi non vi conosce.
2017-06-20 09:28:43
Insiste, insiste, insiste...ed io insisto nel togliere l'8x1000...
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