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Martedì 18 Giugno
- agg.23:13

Il Papa: «Don Puglisi sarà beato»
Martirio per il prete ucciso dalla mafia |

 CITTA’ DEL VATICANO - Papa Ratzinger lo aveva promesso due anni fa durante la sua visita a Palermo: padre Pino Puglisi salirà all’onore degli altari.Ieri Benedetto XVI ha firmato il decreto che riconosce che quel parroco coraggioso è morto in «odium fidei». Per la Chiesa è un martire, il primo martire della mafia.
Benedetto XVI aveva ascoltato con emozione la storia di don Pino, della sua avventura di pastore nel quartiere di Brancaccio dove sfidava i mafiosi muso duro, sottraendo loro i figli per insegnare ai ragazzi un modo diverso di pensare, di agire, di fare. La parola del Vangelo si univa a quella della legalità e questo alla fine gli è costato caro. «Quello di oggi è un giorno sognato, atteso da 19 anni e per la Chiesa di Palermo è un grande orgoglio». Ha detto il cardinale Paolo Romeo, non appena ha appreso la notizia proveniente dal Vaticano. «Questa notizia ha fatto il giro dell'Italia e del mondo intero e il nome di don Pino Puglisi ha sovrastato quello degli altri nuovi beati che sono stati annunciati». Nel lungo elenco reso noto dal Vaticano c’è però un’altra figura che ha fatto subito il giro del pianeta: è quella di monsignor Alvaro del Portillo, braccio destro di Escrivà de Balaguer il fondatore dell’Opus Dei, morto in odore di santità a Roma negli anni Novanta.
La firma del decreto per il riconoscimento del martirio di don Puglisi è stata accolta con grande entusiasmo anche sul mondo dei social network, da Twitter a Facebook, segno che il parroco di Brancaccio resta un modello per l’impegno contro la mafia e la criminalità. «Tanti giovani che hanno conosciuto don Puglisi e che oggi sono cresciuti seguendo il suo esempio hanno vissuto nell'attesa di questo giorno» ha aggiunto il cardinale Romeo. Puglisi venne ucciso da Cosa Nostra, dopo una lunga serie di messaggi intimidatori e minacce, il 15 settembre 1993, il giorno del suo compleanno, davanti al portone di casa, attorno alle 20,45, in piazza Anita Garibaldi.
Chi lo ha conosciuto bene rivela che non aveva la scorta, ma forse nemmeno la voleva. Chissà. Di sicuro «viveva come un agnello tra i lupi». A seguito di lunghe indagini i magistrati sono riusciti ad arrivare ai mandanti dell'omicidio nei capimafia Filippo e Giuseppe Graviano. Quest'ultimo è stato condannato all'ergastolo proprio per l'uccisione del parroco di Brancaccio il 5 ottobre 1999, mentre il fratello Filippo, dopo l'assoluzione in primo grado, è stato successivamente condannato in appello all'ergastolo.
Era il 19 febbraio 2001. Condannati all'ergastolo dalla Corte d'assise di Palermo anche Gaspare Spatuzza, Nino Mangano, Cosimo Lo Nigro e Luigi Giacalone, che erano gli altri componenti del commando che aspettò sotto casa il prete, prima di crivellarlo di colpi.
Anche il mondo politico plaude alla decisione del Papa di riconoscere il martirio di Puglisi. «Un martire della fede ha importanza non solo sul piano religioso, ma anche su quello civile e dell'impegno sociale» ha commentato Mantovano, deputato Pdl mentre Rosi Bindi, presidente dell'Assemblea Nazionale del Pd la prossima beatificazione resta un «bellissimo messaggio di speranza cristiana e convivenza civile. Offre coraggio non solo alla propria comunità e alla città di Palermo, ma tutti coloro nel nostro Mezzogiorno e in Italia si impegnano a fianco dei poveri e dei deboli». La cerimonia di beatificazione avverrà a Palermo.  Venerdì 29 Giugno 2012 - 10:30 Ultimo aggiornamento: -
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