Francesco mette pace tra emiliani e romagnoli, andrà sia a Bologna che a Cesena

di Franca Giansoldati
Città del Vaticano - E' un po' la solita disputa tra emiliani e romagnoli, divisi da un trattino, prodotto dell'unità d'Italia ma non da storia, tradizioni, cibi, dialetti. Dopo il viaggio fatto a Carpi e la visita programmata per il 1 ottobre a Bologna, capoluogo dell'Emilia, Papa Francesco sembra abbia dovuto integrare la trasferta bolognese con una tappa riparatrice in Romagna. Già. Altrimenti sarebbe stato uno sgarbo per i romagnoli, oscurati da ben due visite emiliane. Così in virtù della par condicio, Bergoglio due settimane fa, proprio mentre era a Carpi, ha assicurato il vescovo di Cesena che avrebbe fatto tappa anche da lui, nella cittadina romagnola, un tempo terra pontificia che diede i natali a Papa Pio VI, e di cui si celebrano i 300 anni dalla nascita (un pontefice vissuto a cavallo della Rivoluzione Francese e fatto prigioniero da Napoleone tanto che morì in Francia).

Il programma del 1 ottobre è semplice, in mattina Papa Francesco arriverà a Cesena e poi a mezzogiorno si trasferirà a Bologna dove visiterà l'hub regionale di via Mattei incontrando i giovani‚Ä®nordafricani sbarcati sulle coste italiane. A Piazza Maggiore, il salotto buono bolognese, reciterà l'Angelus e poi andrà a mangiare con i poveri nella Basilica di San Petronio, dove potrà ammirare l'unico affresco esistente di Maometto raffigurato da Giovanni da Modena, pittore quattrocentesco, all'inferno tra i dannati (e per questo da anni controllato a vista dai militari per timore di attentati). Le altre tappe bolognesi sono l'incontro con il mondo universitario nella basilica di San Domenico, la celebrazione della messa e poi di nuovo a casa, in Vaticano.

Tra una tappa e l'altra, tra l'Emilia e la Romagna, in elicottero Francesco sicuramente sorvolerà Bertinoro, il paesino nel quale fu siglata l'unione tra le province emiliane e quelle romagnole. Qualcuno però dovrà spiegare a Papa Bergoglio che quel trattino nasconde un mondo, anzi due mondi diversi, che la tigella non è una piadina, che il cappelletto non è il tortellino, che il formaggio di fossa non è il parmigiano, che il lambrusco non è il sangiovese. Gli Emiliani che rivendicano secoli di autonomia e i romagnoli fieri di aver fatto parte del papato e ora fanno sistema, uniti, grazie al trattino ricordato a Bertinoro con una targa.
Giovedì 13 Aprile 2017 - Ultimo aggiornamento: 12:12

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