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Ebrei, musulmani e cattolici uniti per difendere la circoncisione |


CITTA’ DEL VATICANO - Il Vaticano, tramite la sua radio, si schiera accanto alle comunità ebraiche e islamiche nella battaglia della circoncisione, dopo che il tribunale di Colonia ha impedito a un medico musulmano di praticare la circoncisione ad un bambino di quattro anni (su richiesta dei genitori). Il piccolo a seguito di una emorragia era stato ricoverato d’urgenza all’ospedale e il pm venuto a conoscenza del fatto ha di conseguenza aperto un fascicolo, ipotizzando il reato di «mutilazione fisica arbitraria perché contraria all’interessa del bambini che dovrà decidere più tardi e consapevolmente alla sua appartenenza religiosa». Da qui la decisione di vietare un rito antichissimo che per i credenti musulmani e per quelli ebrei è fondante, visto che affonda le radici direttamente nelle Sacre scritture.
La sentenza emessa dai magistrati tedeschi rischia di aprire una bufera internazionale dato che in diversi Parlamenti europei giacciono interrogazioni e interpellanze su come procedere per regolamentare la circoncisione che molto spesso, tra gli immigrati, viene fatta clandestinamente e in locali non idonei. Il dibattito però rischia di allargarsi ulteriormente e passare da come garantire le tradizioni religiose a come garantire l’integrità fisica dei minori.
All’immediata reazione della conferenza dei rabbini d’Europa (che ha formulato l’invito ai rabbini tedeschi a disubbidire ai tribunali), è seguita la reazione dei vescovi tedeschi. «Resta un attacco alla libertà religiosa». Monsignor Henry Mussinghoff, presidente della Sotto-commisione per le relazioni con l’ebraismo della Conferenza episcopale ha aggiunto che si tratta di una «sentenza sorprendente» perché non «conforme alla libertà religiosa dei genitori e al loro diritto a scegliere l’educazione dei loro figli. E questi sono principi sanciti dalla Costituzione». Per monsignor Mussinghoff la circoncisione non riduce affatto la possibilità, per un bambino, «di allontanarsi, con il tempo, dalla religione dei suoi genitori». Analoghe posizioni sono state espresse dalla Radio Vaticana che ha affidato il commento a Massimo Introvigne, presidente del Cesnur che ha distinto tra «l’integrità fisica che è certamente un valore, ad altre pratiche che sono meramente culturali come la cosiddetta circoncisione femminile che, invece, sono veri attentati all’identità fisica, vietati in moltissimi Paesi del mondo e che non attengono all’essenza stessa della religione». Per l’esperto in Germania esiste effettivamente un vuoto legislativo mentre in altri Paesi «questo problema non esiste e la circoncisione si intende con precise garanzie».  Venerdì 13 Luglio 2012 - 17:40 Ultimo aggiornamento: -
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