Papa, Conclave: si prospettano tempi brevi. Prime cordate e caccia ai grandi elettori

ROMA - L'iter delle congregazioni generali è partito, con le prime due sessioni tenute oggi in Vaticano nell'Aula Nuova del Sinodo, e il Conclave appare sempre più vicino. Nella prima delle due riunioni, nella quale i porporati hanno prestato anche il loro giuramento (la seconda è stata dedicata alla «meditazione» del predicatore pontificio padre Raniero Cantalamessa), erano presenti in tutto 142 cardinali, di cui 103 «elettori»: tra i porporati attesi per l'ingresso in Sistina - 115 in tutto dopo le defezioni dello scozzese O'Brien e dell'indonesiano Darmaatmadja - ne mancavano ancora 12, ma il portavoce vaticano padre Federico Lombardi li dava in arrivo per la serata di oggi o la giornata di domani. Quando non si dovrà attendere più nessuno, il Collegio deciderà con voto a maggioranza l'inizio del Conclave: data più accreditata, lunedì prossimo, 11 marzo.

L'avvio dei lavori, in un clima «sereno e costruttivo», lo ha definito il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, lascia intravedere la volontà di procedere rapidamente, anche se - è stato sottolineato - «il cardinale decano Angelo Sodano è consapevole di non dover forzare o affrettare nulla, ma di seguire il sentimento del Collegio». Nessuna forzatura, quindi, ma comunque pragmatismo e linearità, senza peraltro che l'inedita situazione di un Conclave mentre un Papa è ancora in vita influenza le procedure e lo svolgersi dei lavori. A Benedetto XVI, su proposta sempre di Sodano accolta dalle «porpore» senza esitazione, verrà inviato un messaggio di gratitudine e affetto. Per il resto, oggi, dopo le preghiere iniziali del «Veni Sancte Spiritus» e dell'«Adsumus», dopo il breve intervento di saluto di Sodano e il giuramento di tutti a mantenere il segreto, si è proceduto anche al sorteggio dei tre assistenti che affiancheranno il camerlengo Tarcisio Bertone nei primi tre giorni di congregazioni «particolari», quelle più operative: sono usciti i nomi di Giovanni Battista Re, in rappresentanza dell'ordine cardinalizio dei Vescovi, di Crescenzio Sepe per l'ordine dei Presbiteri, di Franc Rodè per quello dei Diaconi. Quindi, sempre nella mattinata, 13 interventi liberi di cardinali, con attenzione dedicata in particolare all'organizzazione del calendario di questi giorni.

Martedì, ad esempio, ci sarà una sola riunione, al mattino. «C'è un desiderio di partecipare attivamente e molto lucidamente a questo tempo di discernimento così importante sulla situazione della Chiesa nel mondo e sui criteri della scelta del pastore supremo della Chiesa universale», ha sottolineato ancora Lombardi. Quello che conta, oltre alle riunioni generali, sono anche gli incontri ristretti, gli scambi di battute, i conciliaboli, anche fuori dalla sede ufficiale dei lavori. Gli abboccamenti, insomma, dove si sondano gli orientamenti, dove si formano candidature e alleanze. Sia Sodano che Re sono considerati i veri «grandi elettori» e stanno lavorando per mettere insieme le rose ristrette su cui lavorare, con l'intento di arrivare al Conclave con idee già da mettere alla prova nelle prime votazioni. Mentre cresce il movimento d'opinione su un possibile Papa sudamericano (oltre al brasiliano Odilo Pedro Scherer, restano comunque molto quotati nomi come quelli di Angelo Scola, Peter Erdo e Marc Ouellet), entrano con forza in questa fase pre-Conclave anche le turbolente vicende della Curia nell'ultimo anno, con tutto il peso dello scandalo Vatileaks.

Dossier scottanti. «Ci sono membri del collegio cardinalizio che sono interessati ad avere informazioni che ritengono pertinenti alla situazione della Curia e della Chiesa in generale e chiederanno ai confratelli di essere informati nella materia», ha risposto padre Lombardi alla domanda dei giornalisti se nelle congregazioni si potrà parlare del contenuto del dossier della commissione d'inchiesta Vatileaks composta dai porporati Julian Herranz, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi. «È una possibilità - ha spiegato il portavoce vaticano - nel quadro degli avvenimenti di questi giorni». «Non c'è bisogno di consegnare il documento a ognuno, ma andrebbero offerte a tutti i cardinali alcune informazioni sul suo contenuto. Venire a conoscenza del cuore è anche la corresponsabilità nel governo della Chiesa, soprattutto quando si tratta di prendere una decisione come l'elezione di un Papa. Sicuramente il suo contenuto avrà un peso nelle votazioni», ha detto a sua volta, alla Stampa, un cardinale di prestigio come il brasiliano Raymundo Damasceno Assis.

I tempi. Tra i cardinali, infine, c'è anche chi dice che non bisogna andare di corsa. «Per conoscersi c'è bisogno di tempo - ha detto il tedesco Walter Kasper, con i suoi 80 anni l'elettore più anziano, alla Stuttgarter Zeitung - un'elezione del Papa non si può svolgere in fretta e furia».
Lunedì 4 Marzo 2013, 20:33 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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