Precari della scuola a vita
adesso arrivano i risarcimenti

di Alessia Camplone
ROMA - Sono ottantamila i precari della scuola, metà insegnanti metà ausiliari tecnici e amministrativi, che potrebbero rivendicare un posto fisso. C’è un giudice del lavoro in Sicilia, a Trapani, Mauro Petrusa, che sta diventando il loro idolo. In pochi giorni, con due sentenze, ha riconosciuto un risarcimento record per due docenti. Il primo, un professore di educazione fisica e sostegno, che in sei anni aveva ottenuto dal 2001 in poi contratti di supplenza uno dopo l’altro, ma mai un’assunzione definitiva. Due anni fa si è rivolto al magistrato, che gli ha riconosciuto a febbraio un risarcimento di 150mila euro. Nel conto, che dovrà pagare il ministero dell’Istruzione, c’è tutto: gli scatti d’anzianità, le mensilità estive che gli sarebbero state riconosciute se il ricorrente avesse avuto, dopo i primi tre anni di supplenze, la stabilizzazione, ma anche le mensilità estive da oggi fino all’età pensionabile. Pochi giorni dopo, questo risarcimento è stato superato in un’altra sentenza, che ha riconosciuto un analogo trattamento a un supplente di elettronica, precario per dieci anni. Stavolta il ministero dovrà pagargli 169.700 euro.

EFFETTO DOMINO
La rivincita dei precari si gioca, per ora, nelle aule dei tribunali. Un precario, a Roma, ha visto riconoscersi “solo” 27mila euro dal magistrato, ma perché intanto era stato contrattualizzato a tempo indeterminato. L’indennizzo gli è stato riconosciuto perché gli scatti biennali non gli erano stati fatti valere negli anni del precariato. Sentenze che potrebbero innescare un effetto domino. Il nodo della questione è nella legge che riconosce ai precari che hanno accumulato tre anni di contratti il diritto alla stabilizzazione. Un’altra legge, però, per “difendere” le casse pubbliche dalle rivendicazioni, ha stabilito che questi sarebbero stati esclusi da quel diritto collettivo.
Nell’affiancare i precari nei loro ricorsi, l’Anief, il battagliero sindacato della scuola, che chiede un intervento a livello europeo. Secondo Marcello Pacifico, che dell’Anief è il presidente, la Corte di Lussemburgo dovrebbe stabilire che la norma derogatoria sui contratti a termine per gli insegnanti non è conforme alle leggi comunitarie. «Oppure - annuncia - il risarcimento dei danni per l’abuso dei contratti a termine dovrà essere così energico da dissuadere lo Stato a farne un ricorso frequente». Pacifico fa riferimento a una procedura d’infrazione avviata dall’Unione europea nei confronti dell’Italia, perché recepita dal nostro ordinamento solo formalmente, che impone l’assunzione definitiva del lavoratore che abbia svolto almeno 36 mesi di servizio, anche se non continuativi.
Domenica 3 Marzo 2013, 10:27 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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