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L’esempio della Bicocca: tra spending review e innovazione tecnologica |


MILANO - Il taglio alle spese superflue e il cosiddetto spending review sono in cima all’agenda di governo e rappresentano una priorità assoluta per l’Italia, alle prese con un debito pubblico che ha raggiunto livelli elevatissimi.La sfida principale è capire come e dove intervenire. In questo senso, un esempio virtuoso proviene dall’Università Bicocca di Milano. L’ateneo meneghino, con una serie di piccoli ed efficaci accorgimenti, ha dimostrato che ridurre i costi non è impresa titanica.
L’innovazione al primo posto. Negli ultimi anni il consiglio di amministrazione della Bicocca ha progressivamente informatizzato i servizi organizzativi e le procedure di gestione delle carriere accademiche di studenti, ricercatori e professori. Un cambiamento radicale, reso possibile anche da due bandi attivati dal dipartimento ‘digitalizzazione’ del ministero della Pubblica amministrazione. I progetti d’innovazione tecnologica presentati dalla Bicocca hanno ottenuto, nel 2008 e nel 2010, finanziamenti ministeriali per 300mila euro cui si sono aggiunti 250mila euro presi direttamente dalle casse dell’ateneo e 150mila acquisiti tramite sponsor.
Gli effetti positivi della digitalizzazione. Un totale di 700 mila euro che è stato investito per configurare una rete wireless all’avanguardia e soprattutto per avviare la digitalizzazione delle pratiche gestionali. Grazie a questi interventi, l’università milanese permette agli studenti di iscriversi, pagare le tasse e verbalizzare gli esami con semplici procedure online. «Nel giro di quattro mesi sono stati registrati con firma elettronica oltre 120mila esami – racconta Candeloro Bellantoni, direttore amministrativo della Bicocca – Ciò ha determinato un abbattimento dei tempi amministrativi e ha consentito a tanti studenti di laurearsi con leggero anticipo».
Il risparmio garantisce nuove risorse per gli studenti. Questa politica di semplificazione ha inciso fortemente sul bilancio del 2011, che si è chiuso con un avanzo di amministrazione pari a 8 milioni di euro. E l’intera somma è stata investita a vantaggio degli studenti. Buona parte della cifra, 6 milioni di euro, ha permesso di cofinanziare la realizzazione di nuove residenze universitarie che attualmente sono già in costruzione. Per implementare le infrastrutture digitali e modernizzare la rete sono stati stanziati 1,2 milioni di euro. Con 200mila euro sono state introdotte 40 nuove borse di studio che diventano così 480 in totale. Altri 300 mila euro sono destinati a progetti di internalizzazione come soggiorni Erasmus, tesi di laurea e periodi di dottorato all’estero.
Un’università moderna dove la tasse diminuiscono. L’enorme risparmio non è però stato generato esclusivamente dall’eliminazione dei certificati cartacei e delle spese postali. «I 300mila euro dell’avanzo di amministrazione che non abbiamo speso direttamente a sostegno degli studenti sono stati impiegati per razionalizzare i sistemi di riscaldamento, per migliorare i contratti di fornitura e per ottimizzare i servizi», spiega Bellantoni. La Bicocca è diventata in breve un esempio di modernità e innovazione nel panorama universitario italiano, spesso ancora caratterizzato da enormi faldoni e infinite trafile amministrative. «Probabilmente il nostro segreto risiede nel personale, che ha un’età media molto bassa. In particolare il corpo docente giovanissimo ha risposto con entusiasmo al cambiamento che abbiamo impresso alla macchina amministrativa». E i risultati sono sempre più concreti: pochi giorni fa il cda ha comunicato che la prima rata di iscrizione per il prossimo anno accademico scenderà da 635 a 595 euro.  Martedì 05 Giugno 2012 - 22:07 Ultimo aggiornamento: -
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