«Ci sono un tedesco, un francese e un italiano»: la barzelletta degli studenti di Roma Tre sull'università

Ridere per non piangere. È questa la filosofia dietro al video ideato da docenti e ricercatori dell'Università Roma Tre, che confronta gli investimenti in istruzione in Europa sotto forma di barzelletta. E come le più classiche delle barzellette comparative, inizia con "Ci sono un tedesco, un francese e un italiano". Il video sta facendo il giro della Rete, ed è stato condiviso sui canali social di Archivi spot politici, il progetto di ricerca sulla "Popolarizzazione della politica", sviluppato nel Dipartimento di Comunicazione e Spettacolo dell'Università degli Studi RomaTre.
 

Il confronto, va da sé, è imbarazzante: l'italiano rimane in mutande e mentre il tedesco e il francese possono utilizzare computer di ultima generazione, cattedre e guadagnano quasi il doppio del collega, il ragazzo proveniente dal bel paese rimane con un banchetto e un abaco. Quattro minuti di risate amare, ma dietro la barzelletta in realtà cela la dura verità: quella di persone che nonostante i sacrifici e la tenacia non vengono ricompensate dal sistema. Saranno pure resilienti, i ricercatori italiani, ma a tutto c'è un limite, tanto che in molti, alla fine, rinunciano.
Mercoledì 29 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 01-12-2017 01:20

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5 di 29 commenti presenti
2017-11-30 09:15:03
Visto che poi i nostri laureati per lavorare se ne vanno all'estero, la unica cosa buona di questa disastrosa situazione è che almeno spendiamo poco; perché se dopo aver speso i quattrini che spendono in Germania e Grancia i nostri laureati continuassero ad andare all'estero oltre al danno avremmo anche la beffa.
2017-11-30 08:19:06
Arrivano le elezioni, è tutto un tamburellare di Il Mio Partito Riduce le Tasse, No, il Mio Partito le Riduce di più. Per la scuola, l'università, la ricerca ci vogliono soldi.
2017-11-29 21:43:31
Pure troppi i soldi "sprecati" per l'università italiana, dove il merito rimane un concetto astratto, l'eccellenza una chimera, le raccomandazioni la quotidianità; regno incontrastato e purtroppo inattaccabile di potentati accademici e nullità di burocrati..........
2017-11-29 21:23:18
Ma noi con le missioni militari internazionali, paghiamo comprando strumenti per le scuole e università afghane e libanesi. Chiedete dei soldi spesi nel 2015 per l'università di Tiro in Libano. Sono le cosiddette operazioni CIMIC.
2017-11-29 18:37:32
la barzelletta sarebbe ancora piu' penalizzante se comparassero il livello medio di cultura e di istruzione..tra gli universitari italiani francesi e tedeschi !!!!
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