I medici sfidano gli avvocati: «Uno spot in tv contro gli avvoltoi dei risarcimenti»

Una vignetta pubblicata sulla rivista dell'Amami
I medici passano al contrattacco sul fronte malasanitŗ e denunceranno con un durissimo spot in tv gli “avvoltoi” pronti a speculare sui pazienti prospettando improbabili richieste di risarcimento.







L’iniziativa, lanciata a livello nazionale da Amami (Associazione medici ingiustamente accusati di malpractice), ha ottenuto il patrocinio del Ministero della Sanit√† ed √® una chiara risposta alla pubblicit√† televisiva che da quasi due anni ricorda a tutti che ci sono anni di tempo per denunciare uno specialista, un chirurgo o un’azienda sanitaria nel caso in cui si ritenga di essere stati curati male e di aver diritto ai danni. Il titolo dello spot, presentato oggi a Palazzo Venezia (con contemporaneo lancio su internet) √® eloquente: “Medici, pazienti e avvoltoi”.



ORGOGLIO PROFESSIONALE La risposta del mondo sanitario non nasce solo dall’orgoglio professionale ferito ma da un dato che oggettivamente colpisce: una ricerca dell’Universit√† Cattolica di Roma ha dimostrato, in base a dati forniti dalla Procura (numero delle denunce, esito delle indagini e dei processi), che “il 99% per cento dei medici che finiscono sotto inchiesta (sono i cosiddetti casi di malasanit√† che spesso fanno tanto rumore), in realt√† viene dichiarato innocente al termine delle indagini senza neppure dover affrontare un processo. Traduzione: gli errori esistono ma di fronte alla mole impressionante dei ricoveri e degli interventi che ci sono ogni giorno in Italia sono veramente una percentuale minima.



COSTI ENORMI Lo spot che verr√† lanciato da Amami, presieduta dal dottor Maurizio Maggiorotti, chirurgo ortopedico, ha raccolto l’adesione di venticinque tra associazioni scientifiche e sindacali dei medici tra cui la Sic (Societ√† italiana chirurgia), la Anaao (Associazione medici dirigenti), l’Aicpe (Associazione italiana chirurgia plastica), la Sigo (Societ√† italiana di ginecologia e ostetricia), il Siu (Societ√† italiana urologia). “Il titolo dell’iniziativa, con il riferimento agli avvoltoi, √® forte e senza indulgenze – dice il dottor Maggiorotti, da anni impegnato nella battaglia di Amami – Non vogliamo essere aggressivi, per√≤ intendiamo essere chiari, altrimenti non cambia nulla. Questa situazione sta diventando sempre pi√Ļ insostenibile e pericolosa. Non solo per i medici, ma per i pazienti e per tutto il Paese”.



Il patrocinio del Ministero della Salute – a Palazzo Venezia luned√¨ dovrebbe esserci anche il ministro Lorenzin, se, come pare, l’incarico le verr√† confermato – non √® affatto casuale. Perch√© l’esplosione del contenzioso ha costi sociali elevatissimi e distrare risorse – cio√® soldi – dalla vera assistenza. Migliaia di medici in tutta Italia, nel timore di poter essere denunciati un giorno all’altro, applicano ormai su larga scala la cosiddetta medicina difensiva. Traduzione: fare a chiunque tutti gli accertamenti possibili e immaginabili, anche quando sembrano plausibilmente inutili, per far s√¨ che un eventuale denuncia cada nel vuoto e che allo specialista non possa essere rimproverata alcuna negligenza o superficialit√†. I costi per lo Stato sono esorbitanti: si parla di centinaia e centinaia di milioni di euro. Lo spot che vedremo tra pochi giorni in onda dice in sostanza una cosa: quando c’√® un’emergenza, quando c’√® un parto, quando bisogna operare, quando c’√® una malattia grave il medico √® l√¨, agisce con scrupolo, salva vite finche √® umanamente possibile e criminalizzare un’intera categoria √® folle. Non √® un’iniziativa contro qualcuno, ma per qualcosa – aggiunge Maggiorotti – Vogliamo una Sanit√† che che non sia vittima del contenzioso esasperato e strumentale. Bisogna restituire dignit√† al medico e serenit√† al paziente”. All’incontro prenderanno parte, oltre a decine di chirurghi, docenti di sociologia ed esponenti dell’associazione Cittadinanza Attiva.
Giovedì 20 Febbraio 2014 - Ultimo aggiornamento: 24-02-2014 14:07

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