Unioni civili, Renzi risponde ai vescovi: il voto segreto lo decide il Parlamento non la Cei

Il voto segreto «lo decide il Parlamento, e lo dico con stima per il cardinal Bagnasco, e non la Cei». Così Matteo Renzi, a Radio Anch'io, replica ai vescovi che ieri per bocca del segretario della Cei Angelo Bagnasco hanno chiesto il voto segreto sulle unionicivili. Renzi ha aggiunto che a lui «piacerebbe molto l'idea che un parlamentare risponda del voto che dà e lo spiega. Dopodichè il regolamento del Parlamento prevede il voto segreto e se ci saranno le condizioni Grasso e non la Cei deciderà».

«Ci auguriamo che il dibattito in Parlamento e nelle varie sedi istituzionali sia ampiamente democratico, che tutti possano esprimersi, che le loro obiezioni possano essere considerate e che la libertà di coscienza su temi fondamentali per la vita della società e delle persone sia, non solo rispettata, ma anche promossa con una votazione a scrutinio segreto», ha detto ieri Bagnasco. Immediata e irritata era arrivata subito la risposta da parte del governo. Per il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Luciano Pizzetti: «Le esortazioni sono giuste e condivisibili, ma come regolare il dibattito del Senato lo decide il presidente del Senato. Non il presidente della Cei». E la vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli, chiede «rispetto per le istituzioni repubblicane».

«Mi pare che si possa dire che io rispetto tutte le opinioni nel merito, ed è giusto che ognuno le possa esprimere; c'è la libertà di espressione. Però sulle procedure penso che ci sia la prerogativa delle istituzioni repubblicane di decidere». Così il presidente del Senato, Pietro Grasso commenta le parole del cardinal Bagnasco.

«Ho sempre ritenuto sacrosanto fare una legge sulle unioni civili. Era un impegno che avevo preso con gli italiani e con il Parlamento. Finalmente ci siamo, dopo anni di rinvii», ha detto ancora il premier. «Sulle unioni civili il Paese è nettamente schierato. Ma che paura possono fare due persone che si amano? Perché non dargli diritti?», ha deto ancora oggi Renzi. 

«Sull'utero in affitto io sono molto contrario. Si deve fare di più per mettere al bando questo principio non solo in Italia,  dove è già vietato, ma anche negli altri Paesi», ha detto sottolineato ancora il premier.
Venerdì 12 Febbraio 2016 - Ultimo aggiornamento: 13-02-2016 12:52

© RIPRODUZIONE RISERVATA
QUICKMAP