Oggi il Family day al Circo massimo. La Cei: «Unioni civili alternative alla vera famiglia»

E' il giorno del Family day, la manifestazione contro la legge unioni civili. «È fondamentale che siamo in tantissimi ad incontrarci al Circo Massimo. Ricordate che questa è l'unica "arma" di cui disponiamo». E' l'appello di Massimo Gandolfini, presidente del comitato promotore del Family Day, sull'iter parlamentare del ddl Cirinnà, che a suo giudizio «è inemendabile e va ritirato». Le parole sempre nette, ma meno stentoree, della Cei che, al termine del Consiglio permanente, parla solo di «preoccupazione» per l'equiparazione tra unioni civili e matrimonio, senza altri affondi, lasciano comunque intuire che su altri tavoli si stia trattando per raggiungere un altro risultato: l'eliminazione della stepchild adoption dal ddl Cirinnà e una riscrittura dell'articolo 3. La manifestazione di oggi avrà una forte valenza interna al mondo cattolico, e sarà utilizzata da alcuni partiti (Ncd, Lega, Fdi e Fi) per accreditarsi con questa parte di mondo cattolico.

«L'equiparazione in corso tra matrimonio e unioni civili - con l'introduzione di un'alternativa alla famiglia - è stata affrontata all'interno della più ampia preoccupazione per la mutazione culturale che attraversa l'Occidente», ha sottolineato la Cei a conclusione del Consiglio episcopale. Negli interventi «si è espressa la consapevolezza della missione ecclesiale di dover annunciare il vangelo del matrimonio e della famiglia, difendendo l'identità della sua figura naturale, i cui tratti sono recepiti nella stessa Carta costituzionale».

 


Nel comunicato finale del Consiglio episcopale permanente, svoltosi a Roma da lunedì a mercoledì scorsi, la Cei spiega che «le difficoltà e le prove della famiglia - e insieme la sua bellezza, centralità e unicità - sono state ampiamente sottolineate dai Vescovi, a ripresa e approfondimento dei contenuti offerti nella prolusione del Card. Bagnasco», ricordando, tra l'altro, «l'identità propria e unica dell'istituto matrimoniale» e «la richiesta di politiche familiari consistenti ed efficaci». «Sul piano delle nuove povertà - viene spiegato -, il Consiglio Permanente si è fatto interprete di una Chiesa vicina alla gente, della quale non ha esitato a farsi voce: ecco le famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, molte delle quali si trovano a non saper soddisfare nemmeno i bisogni primari; ecco la piaga della disoccupazione, per affrontare la quale non bastano i richiami alla solidarietà, ma serve una nuova, forte imprenditorialità e un welfare di comunità; ecco la preoccupazione per l'inverno demografico, la richiesta di maggior sostegno per i diritti dei figli - a partire dal concepimento - e la denuncia per l'assenza di politiche familiari efficaci».

Nel comunicato finale, come del resto già nella prolusione del card. Bagnasco, non si fa menzione del «Family Day» contro il ddl Cirinnà sulle unioni civili, organizzato per sabato a Roma dalle organizzazioni del laicato cattolico.




 
Venerdì 29 Gennaio 2016 - Ultimo aggiornamento: 30-01-2016 10:15

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4 di 4 commenti presenti
2016-01-29 17:19:57
Ormai sto perdendo ogni speranza che l'Italia diventi un paese non dico moderno,ma almeno non retrogrado.Un grazie sentito agli esponenti clericali,che ci indottrinano verso fondamenti medievali e non hanno il buon senso di guardare in faccia il mondo per come si evolve,buona vita a tutti,Francesco
2016-01-29 17:28:05
lA legge sulle unioni incivili è peggio di una bestemia
2016-01-29 19:49:28
I rapporti contro natura sono modernità?
2016-01-29 22:46:17
solo un mondo diabolico puo' approvare leggi innaturali e unioni impure, come le unioni civili, la famiglia come come Dio l' ha voluta deve rimanere nella sua natura di sempre, e non essere snaturata come molte menti vorrebbero, se il mondo si dovesse evolvere come lo volete voi, meglio rimanere retrogradi, e vivere della nostra natura normale pace e bene PACE E BENE
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