Unioni civili, Boldrini: «Stepchild doverosa». Partiti spaccati

Sulle unioni civili Laura Boldrini scende in campo e difende la stepchild adoption. Il giorno dopo le cento manifestazioni «arcobaleno» in tutta Italia per chiedere l'approvazione del ddl Cirinnà senza mediazioni e nella ormai continua guerriglia trasversale che spacca partiti di maggioranza ed opposizione, la presidente della Camera si schiera a difesa dell'adozione del figlio del partner: uno dei punti più controversi tra la sinistra ed i centristi e che può rappresentare una pericolosa mina anche nella navigazione della maggioranza di governo.

«Quando il partner muore ed il figlio resta solo, il partner ha il dovere di occuparsi del figlio. È quasi naturale che questo dovere si traduca in un diritto. Se è un dovere naturale perchè non deve essere anche un diritto?», si chiede Boldrini, secondo cui dopo le manifestazioni di ieri sulle unioni civili «ora c'è ancora più responsabilità sui parlamentari per riuscire a fare un percorso che porti ad una legge che non deluda le aspettative». Parole che scatenano la reazione della Lega e di chi in Forza Italia tiene duro sul formale "no" annunciato da Silvio Berlusconi al ddl Cirinnà, anche se ai forzisti dissidenti è stata di fatto assicurata libertà di coscienza. Per il capogruppo della Lega alla Camera, Massimiliano Fedriga, sulla presidente della Camera dovrebbe addirittura intervenire il Capo dello Stato.

«Boldrini è arbitro e se l'arbitro è così di parte - osserva l'esponente del Carroccio - non è garantita in alcun modo l'imparzialità. Mi auguro che il presidente della Repubblica rivolga al più presto un richiamo formale». Critico con la terza carica dello Stato anche Gaetano Quagliariello. Il fondatore del movimento Idea punta il dito contro «alcune sortite di alte cariche istituzionali alle quali chiediamo - dice - se non la terzietà su un tema che tocca le più profonde convinzioni, almeno lo sforzo di non dire sulla stepchild adoption sciocchezze di merito che non trovano riscontro nella legge vigente e non stanno nè in cielo nè in terra». E durissimo è anche il forzista Lucio Malan accusando la presidente Boldrini, di essere «fuori luogo e fuori logica».

Intanto, ci si prepara alla battaglia parlamentare, con i Cinque Stelle e SI che non accettano compromessi al ribasso, e sostenendo il testo originario del provvedimento, Forza Italia formalmente schierata sul no anche se lascia libertà di coscienza, e Ncd che dice no a qualsiasi limitazione nel numero di emendamenti al testo. In pista sostanzialmente tre opzioni: l'emendamento del renziano Marcucci che porterebbe all'azzeramento di tutti gli altri emendamenti non conformi al testo originario (il cosiddetto «canguro»), gli emendamenti di mediazione del Pd Giuseppe Lumia, e quelli dei cattodem. Con un occhio al 'family day', la manifestazione dei «contrari» di sabato prossimo cui Angelino Alfano non parteciperà fisicamente in quanto ministro dell'Interno; anche se assicura che sarà in piazza «con la mente e con il cuore
».

MOBILITAZIONE DEI CATTOLICI
Il tam-tam corre sui social: dopo la manifestazioni di ieri a favore delle unioni civili, ora sono i cattolici, contrari al ddl Cirinnà, a scaldare i motori in vista del Family Day, in programma sabato 30 a Roma. È la rete a fare da collante ad un universo variegato e non organizzato secondo i classici schemi dei movimenti. Alcune associazioni hanno aderito ma altre hanno lasciato la libertà di iniziativa ai propri aderenti. Oggi ha debuttato anche il portale web, dove vengono pubblicate informazioni di ogni tipo sull'appuntamento di sabato. Intanto, in vista del Consiglio Cei di domani, i vescovi continuano a procedere (e dichiarare) in ordine sparso. Se il cardinale di Ancona, Edoardo Menichelli, invita a «non alimentare contrapposizioni, scontri, e innalzare 'bandierè», un altro vescovo, Giancarlo Bregantini, titolare della diocesi di Campobasso e da sempre in prima linea sulle questioni sociali, parlando del Family Day dice: «Spero davvero in una grande partecipazione».

E sulla posizione del presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Angelo Bagnasco, aggiunge: «Serviva chiarezza, ha fatto bene il cardinale ad entrare in gioco». Ma a fare chiarezza sarà domani l'intervento dello stesso Bagnasco al consiglio permanente della Cei. Fuori dalle dichiarazioni captate in questi giorni dai microfoni dei giornalisti, l'arcivescovo di Genova dovrebbe dare indicazioni un pò più ufficiali. Se è già noto il suo appoggio alla piazza delle famiglie, domani però le sue parole avranno un peso per tutta la Cei. E non è escluso un atteggiamento cauto, anche considerato il fatto che i temi della riunione dei vescovi italiani non sono stati oggetto di confronto tra Bagnasco e il Papa; la consueta udienza che precede il Consiglio permanente della Cei infatti questa volta non c'è stata. E comunque il Papa in più occasioni si è detto contrario ai «vescovi-pilota». E in attesa di una posizione dei vertici della Chiesa, i cattolici si organizzano dal basso. Pullman dalle parrocchie e il passa-parola sui social per accogliere le famiglie che verranno a Roma.

Su twitter viaggiano i richiami degli organizzatori ma anche di singoli preti e suore. Singolare l'appello, pubblicato da uno dei blog più attivi sul Family Day, delle suore trappiste di clausura di Vitorchiano: «Noi qui siamo 25, siamo suore di clausura e non possiamo andare. Chi vuole andare al posto di ognuna di noi? Èun favore personale che chiediamo a degli amici. Rimborseremo le spese del viaggio». Lo 'scontrò a distanza tra le due piazze, quella per le unioni gay di ieri e quella contro il ddl Cirinnà di sabato prossimo, tocca anche le grande aziende dei trasporti. Dopo le polemiche per gli sconti ferroviari proposti da Italo per il Family Day, oggi l'azienda chiarisce in un tweet quello che già sapevano tutti i viaggiatori abituali con la compagnia e come era, da sempre, facilmente riscontrabile sul sito: «Italo offre convenzioni se richieste, per ogni tipologia di evento autorizzato, senza fare scelte ideologiche e di appartenenza».

Ma il Codacons domani presenterà una denuncia all'Antitrust. Sconti per il 30 gennaio - si legge sul sito del Family Day - sono disponibili anche su Trenitalia e per i biglietti Atac a Roma. Intanto i media cattolici, all'indomani di 'Svegliati Italià criticano i numeri dati sulla partecipazione. «I conti non tornano», scrive Avvenire definendo la stima di un milione di persone «cifre sparate dagli organizzatori». Invece Tv2000 si prepara sabato alla trasmissione sul Family Day, come annunciato qualche giorno fa dal direttore Paolo Ruffini.




 
Domenica 24 Gennaio 2016 - Ultimo aggiornamento: 25-01-2016 08:24

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4 di 4 commenti presenti
2016-01-24 20:08:15
incredibile pensare che Gasparri ha avuto più buon senso di questa madama.... ma è vero.
2016-01-24 20:38:57
PARLANO in inglese perchè non conoscono l'italiano
2016-01-24 21:59:14
Primo : si esprima in italiano xche' siamo in Italia Secondo : NON puo' esprimere pareri xche' e' Presidente della Camera................Terzo : legga il regolamento del Presidente della C !!!!!!!!!!
2016-01-25 05:54:32
qualcuno,,per cortesia,,vuole ricordare a questa sig,a di parlare italiano???? però forse è meglio che stia zitta,,mi incavolo ogni volta che apre bocca....la sig,a dell'accoglienza a spese ns!!!!
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