Taxi, rivolta anti-Uber: licenze e passeggeri, il giro di vite rinviato

di Andrea Bassi
Per il governo è la classica pistola da mettere sul tavolo della trattativa. Lo scopo dell'emendamento al milleproroghe, firmato dalla senatrice Dem Linda Lanzillotta e dall'ultra-renziano Roberto Cociancich, è quello di tirare per la giacca i tassisti e costringerli a sedersi ad un tavolo che hanno sempre detto di volere, ma che nei fatti hanno sempre provato a boicottare. Non è un caso, che subito dopo l'approvazione dell'emendamento e le proteste di piazza, il ministro delle infrastrutture, Graziano Delrio, abbia convocato i tassisti per un confronto il prossimo 21 febbraio. Un tavolo al quale, ha spiegato il senatore del Pd, Giorgio Pagliari, Delrio «troverà una soluzione equilibrata al problema e si darà attuazione a una legge che è del 2009».

LA GUERRA
La guerra tra i tassisti e gli Ncc, le auto con autista, per il governo è da troppi anni che si trascina. Al più presto, insomma, andrà trovata una soluzione. Per capire in quale direzione, però, bisogna prima comprendere esattamente cosa ha stabilito l'emendamento Lanzillotta-Cociancich approvato ieri. Alla fine del 2008, sotto la pressione delle auto bianche, con un blitz nell'allora legge finanziaria, il governo Berlusconi fece passare una normativa molto stringente sul noleggio con conducente. Le regole introdotte con quella normativa prevedevano, in pratica, che il servizio di noleggio fosse riservato ad un'utenza specifica che doveva avanzare, presso la rimessa, un'apposita richiesta per un determinato viaggio. Gli autisti dovevano stazionare i mezzi all'interno delle rimesse o presso i pontili di attracco. E la sede del vettore e la rimessa avrebbero dovuto essere situate, esclusivamente, nel territorio del comune che aveva rilasciato l'autorizzazione. Una sorta di muraglia cinese tra il servizio taxi e gli Ncc.

Una catena divenuta ancora più stringente per le black car quando anche in Italia è sbarcata la piattaforma Uber. Se un'auto a noleggio non può prelevare i clienti per strada, il servizio promosso dalla piattaforma è praticamente irrealizzabile. Si tratterebbe insomma, della definitiva chiusura del mercato italiano anche a Uber black, il servizio taxi offerto dalle auto a noleggio, dopo che le sentenze del Tribunale di Milano hanno decretato la fine dell'altra modalità di servizio, ossia Uber Pop, quella per cui qualunque cittadino possiede un veicolo privato può prelevare per strada un passeggero da accompagnare in un punto della città. In realtà, fino ad oggi, c'è stata una grandissima confusione delle regole. La normativa restrittiva sulle auto a noleggio, voluta dal governo Berlusconi, non appena varata era subito stata sospesa. Fino al 2010, questa sospensione delle regole, era stata in qualche modo «esplicita», ossia erano state decretate delle norme che bloccavano direttamente l'entrata in vigore della legge anti Ncc. Poi, i governi successivi, avevano deciso di utilizzare un'altra strada, rinviare la sistemazione di tutte le regole sui taxi e sugli Ncc ad un decreto ministeriale.

I RINVII
E anche l'emanazione di questo decreto è stata però rinviata di anno in anno. Nel frattempo è stata la giustizia a muoversi. Ma lo ha fatto a macchia di leopardo, a volte dicendo che le regole del governo Berlusconi erano in vigore (e dunque gli Ncc non potevano caricare passeggeri per strada), a volte dicendo che invece non erano in vigore. Per come è scritto, l'emendamento Lanzillotta chiarisce senza più ombra di dubbio, che le black car possono prelevare i passeggeri per strada, aprendo il settore dei taxi alla concorrenza delle auto con conducente. Una liberalizzazione, seppur a tempo (fino al 31 dicembre di quest'anno). La mossa, come detto, vorrebbe portare i tassisti non solo al tavolo della trattativa, ma anche convincerli a fare qualche concessione all'apertura del mercato. Un'apertura che hanno sempre rifiutato sfidando, e vincendo, contro i governi che avevano provato a liberalizzare il settore. Il nuovo tentativo ora è nelle mani di Delrio e del ministro dello Sviluppo Carlo Calenda. La partita è appena aperta.


 
Venerdì 17 Febbraio 2017 - Ultimo aggiornamento: 20-02-2017 09:44
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5 di 5 commenti presenti
2017-02-19 13:47:23
Dovessi scegliere tra un tassista romano e UBER sceglierei quest'ultimo, tra AIRBNB e un hotel blasonato a 5 stelle , la mia preferenza va al primo senza dubbio. Basta con le corporazioni e i privilegi.
2017-02-19 13:30:58
@Pino1 il lavoro doveva estinguersi anche quando si è passati dalla carrozzella all'automobile e come al solito non è successo nulla. Dovrete sopportare ancora per molto, molto tempo questa categoria di lavoratori che non hanno gli stessi vostri privilegi di impiegati pubblici.
2017-02-19 13:12:28
@Pino1 il lavoro doveva estinguersi anche quando si è passati dalla carrozzella all'automobile e come al solito non è successo nulla. Dovrete sopportare ancora per molto, molto tempo questa categoria di lavoratori che non hanno gli stessi vostri privilegi di impiegati pubblici.
2017-02-19 11:07:44
quando arriveranno le auto completamente automatizzate vieteranno anche quelle per continuare a proteggere un lavoro in via di estinzione?
2017-02-17 10:38:49
un conto è riformare il servizio dei taxi ,quello romano solo oggi penoso,altro è ritenere che la soluzione sia rivolgesi a perfetti sconosciuti (di questi tempi poi..). Uber che lucra sul lavoro di altri e non paga tasse è avversata e soggetta a limiti anche a londra quindi il problema trascende la corporzione romana. Di questo passi,allettati da un risparmio (pagato in termini di sicurezza e qualità) applaudiamo ai privati che si improvvisano affittacamere,a l'ecommerce gigante che ha fatto chiudere tutti i negozi non alimentari ( a quelli alimentari ci hanno pensato le catene di supermercati). E acquistiamo praticamente solo prodotti cinesi,persino per la biancheria personale Siamo stati convinti che i sindacati siano dannosi,gli albi professionali siano difesa di previlegi (quando gli impiegati statali non si accorgono dei loro previlegi anacronistici..),che un professionista possa essere degradato al rango di impiegato di imprese di capitale mantenendo però le sue responsabilità individuali,che chiunque su internet possa fare il fornitore di notizie (pubblicista) senza portare responsabilità di ciò che scrive- E coerentemente molti optano per le "libere prestazioni" in nero di artigiani improvvisati,in questo essendo tuttaltro che moderni.... Insomma questo è il quadro della opinione pubblica. Quella stessa che così moderna poi si sorprende che praticamente tutti i lavori nel settore privato siano spariti....... Facendo esplodere ka disoccupazione e il degrado italiano
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