Studenti fuori sede, arriva il ddl per farli votare nella città di studio

«In un momento in cui assistiamo ad una crisi del rapporto tra l'elettorato e le istituzioni, il fatto di far sì che i giovani studenti fuori sede possano esprimere la propria opzione è un fatto di significato politico essenziale». Lo afferma la ministra dei Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro, in occasione della presentazione in una conferenza stampa alla Camera, della proposta di legge del Pd (presentata alla Camera da Emanuele Lodolini e al Senato da Silvana Amati) per disciplinare attraverso una delega il diritto di voto degli studenti fuori sede.

E se è vero, dice quindi la ministra (che sottolinea però di «non impegnare il governo» con la propria presenza), che «questo provvedimento avrà un suo cammino in Parlamento, nel momento in cui finalmente ci si occuperà della scrittura della legge elettorale questa norma - assicura - non potrà essere dimenticata». La scelta di intervenire sulla legislazione e consentire agli studenti fuori sede di votare nella città in cui studiano «è un fatto importante - continua Finocchiaro - non solo perché in questi casi i giovani devono affrontare disagi economici ma anche perché spesso le consultazioni elettorali coincidono con le sessioni di esami e così i ragazzi vengono distratti dal loro impegno principale». Una proposta di legge, sottolineano Lodolini e Amati, che nasce dalla sollecitazione dei «giovani democratici», e di cui il Pd si è fatto «carico» con l'obiettivo di portare a termine il progetto. Respinte dunque al mittente le critiche del M5S: «Notiamo - dice Amati - un certo nervosismo ma noi siamo convinti che la nostra proposta si tradurrà in un fatto concreto».
Martedì 28 Marzo 2017 - Ultimo aggiornamento: 29-03-2017 11:10

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