Martedì 21 Maggio
- agg.4:51
Primo Piano

Spending review, stretta sui farmaci di marca. Medici in rivolta: salute a rischioSpending review, primo sì in Senato. Rivoluzione per le ricette sanitarie |


ROMA - Medici di famiglia e aziende farmaceutiche insorgono contro l'emendamento approvato in commissione Bilancio al decreto sulla spending review che prevede una stretta sui farmaci griffati, stabilendo l'obbligo per il medico di indicare nella ricetta del Servizio sanitario nazionale la sola denominazione del principio attivo contenuto nel farmaco. L'eventuale prescrizione di uno specifico medicinale tra quelli equivalenti deve invece essere giustificata dal medico con «sintetica motivazione scritta».
I medici paventano infatti «rischi» per la salute dei pazienti, mentre Farmindustria denuncia un «vergognoso attacco» alle aziende del settore che «colpisce al cuore l'industria farmaceutica».
E’ l’ultima novità arrivata dopo una lunga maratona notturna caratterizzata da trattative, discussioni e norme corrette o riscritte all’ultimo istante. Finalmente, alle 3,29 di ieri mattina, la commissione bilancio del Senato ha approvato il decreto sulla spending review. Prima di arrivare in porto, però, c’è stata una pausa di due ore ai lavori: uno stop necessario per trovare una mediazione, alla presenza del ministro Renato Balduzzi, proprio sugli emendamenti relativi alla sanità e alla spesa farmaceutica.
Una mediazione che, alla fine, ha visto prevalere il governo che è riuscito a portare a casa i 4,7 miliardi di tagli previsti (e spalmati sul triennio 2012-2014) su Asl e ospedali. Un passaggio che lascia alta la tensione con regioni, imprese e sindacati, un blocco unico contro la cura dimagrante.
«L'attuale sistema di remunerazione della filiera distributiva del farmaco – si legge sul testo - sarà sostituito da un nuovo metodo» che sarà definito dal ministero di concerto con i soggetti interessati e le «maggiori associazioni di categoria». Il testo prevede una limatura degli sconti a carico delle farmacie che scendono dal 3,65 al 2,25, mentre quelli a carico delle aziende si riducono dal 6,5% al 4,1%.
La spending review, che da domani passerà all'esame dell'aulaper il voto di fiducia, è stata comunque oggetto di numerose e profonde modifiche. E’ passata la riforma del sistema delle province.
Tuttavia, dal principio della soppressione si è passati al riordino. Entro dicembre si arriverà a un dimezzamento degli enti. Resta confermato che a scomparire saranno le province con meno di 350mila abitanti e 2.500 chilometri quadrati di estensione: 50 nelle Regioni a statuto ordinario e 14 in quelle speciali. Un emendamento dell’ultima ora ha conferito il potere alle regioni. La riorganizzazione dovrà avvenire entro 60 giorni dalla data di conversione del decreto. Si allungano i tempi intermedi: per le proposte di riordino, concessi 70 giorni ai Consigli delle autonomie locali, mentre nei 20 giorni successivi la parola spetterà alle Regioni.
Le otto Regioni in disavanzo sanitario potranno anticipare al 2013 l’aumento dell'addizionale regionale in una forbice compresa tra lo 0,5 e l’1,1%. Le otto regioni sono: Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Piemonte, Puglia e Sicilia. Confermato il taglio degli organici delle amministrazioni centrali: entro ottobre 2012, meno 20% per la dirigenza, meno 10% per il resto del personale. Possibili compensazioni fra amministrazioni, sospesi i concorsi fino al 2015.  Domenica 29 Luglio 2012 - 09:17 Ultimo aggiornamento: -
VUOI CONSIGLIARE QUESTO ARTICOLO AI TUOI AMICI?
DIVENTA FAN DEL MESSAGGERO
|
 |
| SEGUICI su facebook |
|
|
 |
| CASA |
|
|
 |
| IL METEO |
|
|
 |
| TUTTOMERCATO |
|
|
| IL MESSAGGERO PER I LETTORI |
|
|