Sicilia, l'antipasto delle larghe intese Pd-Forza Italia

di Mario Ajello
Antipasto alla siciliana. Così si può definire l'accordo da larghe intese, Pd-Forza Italia, che in Sicilia è stato preparato per spartirei i due posti (pasti) pensanti di vicepresidenza dell'assemblea regionale. Lo schema cucinato da Miccichè, plenipotenziario berlusconiano sull'isola, è il seguente: una delle due poltrone va ai dem e l'altra al suo partito. Così il Pd accetta che lui diventi presidente dell'Ars e i grillini capiscono che se berluscones e piedini giocano insieme non c'è partita per loro. L'antipasto alla siciliana sta però incontrando delle resistenze, da parte del renzianissimo Faraone ("No a inciuci"). Lo schema comunque c'è, le convenienze pure, e anche le resistenze. E stanno tutti in attesa di vedere come andrà la possibile prova generale isolana, per testarne l'eventuale ripetibilità sul continente.  

 
Giovedì 23 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 15:15

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2 di 2 commenti presenti
2017-11-23 14:32:11
Come volevasi dimostrare....
2017-11-23 13:53:21
Ha forse un senso governare con chi ha ideologie (sulla carta) differenti dalle tue? A questo punto si può fare a meno dei partiti, inoltre calano le spese di mantenimento di un governo che non c'è (basta pensare, che solo la Boldrini spede per i suoi fabbisogni che non coincidono coi nostri, oltre un milione di euro l'anno e non cava un ragno da un buco...) e cala il debito pubblico agognato dall'Europa.
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