Sanità Lazio, nel 2019 fine commissariamento. M5s: propaganda per Zingaretti

Il Consiglio dei ministri ha deciso l'uscita della Regione Lazio dal commissariamento della Sanità,cominciato nel luglio 2008, partire dal 31 dicembre 2018, quando «potrà tornare a una gestione ordinaria».

«Il Lazio ha raggiunto gli obiettivi dal punto di vista economico avendo la Regione raggiunto il pareggio di bilancio ed è andato in attivo. È la seconda regione che esce dal commissariamento dopo l'Abruzzo e sono molto contenta. Il commissariamento erano un po' come un inferno dantesco e invece abbiamo avviato una procedura d'uscita e spero che sia d'impulso anche per altre regioni», ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

«Purtroppo in passato la parola ottimizzazione era un eufemismo per nascondere tagli e chiusure. Basta tagli, basta chiusure: costruiamo modelli nuovi che aumentano la qualità delle cure e che permettono di mantenere in equilibrio il sistema», ha commentato il presidente della Regione, Nicola Zingaretti. «Ai cittadini del Lazio, a coloro che hanno sofferto possiamo dire - ha aggiunto - che è finita la fase della distruzione. I conti sono in ordine, i Livelli essenziali di assistenza stanno migliorando, non siamo soddisfatti e continueremo così, ma abbiamo chiuso questa stagione per entrare nella fase della ricostruzione. Questo vuol dire assunzioni, vuol dire che la sanità non produce più debiti e che inizia l'investimento già deciso sull'edilizia sanitaria - ha detto ancora - cioè laboratori che possono produrre di più e che possono quindi affrontare con nuovo personale le liste d'attesa da accorciare. Si apre una nuova era - ha concluso Zingaretti - finalmente la nuova giunta che verrà avrà un assessore alla Sanità, e cominceremo con ancora più attenzione a guardare ai bisogni delle persone. Era molto difficile, da commissariati, ora si apre una nuova era perché abbiamo vinto questa battaglia».

«Ai cittadini del Lazio dico: vigilate, vigilate, vigilate perché non accada mai più quello che è accaduto in questa Regione», ha continuato Zingaretti. «La tragedia del buco ha significato dieci anni di immensi sacrifici - ha
aggiunto - Mantenere i conti in ordine deve essere un obiettivo etico e morale di tutti, perché se si ritorna indietro sarebbe una tragedia per intere generazioni. Sapendo che comunque avremo per i prossimi trent'anni da pagare i debiti che abbiamo ereditato, torno dunque a dire: vigilate perché non accada mai più. Si può cadere una volta, ma due volte sarebbe proprio imperdonabile. Entro il 2018 - ha spiegato ancora Zingaretti - si chiude questa fase decisa oggi. È un po' come la Brexit: c'è la decisione e ora bisogna costruire le procedure amministrative per concludere questa fase. Ora credo che chiunque sarà il futuro presidente la grande novità è che si tornerà ad avere una responsabilità politica, assessorile dentro la nuova amministrazione. Il Lazio torna a essere autonomo nella
programmazione sanitaria. Dopo 10 anni è una grande notizia, perché il ritorno all'autonomia gestionale ci permetterà di guardare ancora con più attenzione ai territori. Ora la grande sfida - ha concluso il governatore - è costruire una sanità diversa e vicina alle persone, dove accanto a ospedali nuovi ci sia anche una sanità di territorio, domiciliare che ora è possibile perché avremo sia le risorse che il personale».

«Dedichiamo questo risultato ai lavoratori e alle lavoratrici della sanità pubblica e privata, ai malati che hanno sofferto la tragedia di 10 anni di commissariamento, e anche all'Italia, perché era un problema di carattere nazionale. È il nostro contributo al sistema paese: ora la Regione Lazio non produce più disavanzo», ha detto ancora Zingaretti. «Ringrazio il governo per la fiducia, i ministri Lorenzin e Padoan - ha aggiunto - e chi ha affiancato la Regione in questi anni. Negli ultimi 5 anni nei tavoli di monitoraggio gli esiti sono sempre stati positivi».

«Oggi il Consiglio dei ministri ha deciso l'uscita dal commissariamento della sanità del Lazio che, però, avverrà realmente soltanto a partire dal 31 dicembre 2018. Cioè, tra oltre un anno. Non saprei come altro definire questa operazione se non una marchetta del governo per lanciare la volata a Nicola Zingaretti in vista delle prossime regionali. La politica deve essere al servizio dei cittadini per il miglioramento dei servizi sanitari, non viceversa». Così la deputata del Movimento 5 Stelle Carla Ruocco.

«Uscita commissariamento sanità Lazio è propaganda per il loro amico Zingaretti fatta su pelle dei
cittadini: truffe che ci danno più forza». Lo scrive su twitter la senatrice M5s Paola Taverna.


 
Venerdì 1 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 02-12-2017 16:43

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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 16 commenti presenti
2017-12-02 20:02:45
quanto fiato esce da bocche insulse, bisogna solo e sempre denigrare, toglietevi le fette di prosciutto dagli occhi e usate il VOSTRO cervello
2017-12-02 11:32:23
Ridicolo scusarsi facendo conteggi in percentuale, i risultati veri bisogna chiederlo ai romani. Excusatio non petita, accusato manifesta.
2017-12-02 10:35:46
Questi buffi del M5S - con dietro le trombe travagline del Fatto Quotidiano - hanno scatenato una guerra sistematica contro la sinistra italiana che ha avuto come effetto quello di riportare al potere Berlusconi - questa volta non più il Berlusconi sostenuto dalla destra liberale, ma quello ancora peggiore sostenuto dai naziskin a cui la Lega di Salvini strizza l'occhio. Giunge però il sospetto che tale effetto sia anche un po' voluto e che il M5S agisca di fatto come la "quinta colonna" della più profonda ideologia di destra italiana, che nelle sue varie espressioni ha sempre avuto un solo imperativo: governino tutti in italia, l'importante è che i "sinistri" non vadano mai e poi mai al potere. Questo risultato è stato ottenuto da Mussolini nel '22, poi dalla DC nel '48, poi da Berlusconi nel '94 e adesso da Grillo.
2017-12-01 23:39:50
taverna bla bla bla
2017-12-01 23:37:27
A tutti quelli che hanno commentato gli aumenti Irpef messi da Zingaretti, mi chiedo in quale regione viviate. Nel 2017 è stato tolto il superticket di 14 euro messo dalla Polverini, quella che andava alle sagre in elicottero. Mentre (Fonte Messaggero), per il 2017 sono stati messi in atto il taglio dell'aliquota dello 0,5% per i redditi da 15mila euro a 28mila euro (prelievo complessivo 2,83% dal 3,33% precedente). Una riduzione dell'aliquota dello 0,4% per i redditi compresi tra 28mila euro e 55mila euro (prelievo complessivo 2,93% sempre dal 3,33% precedente) e una diminuzione dell'aliquota dello 0,3% per i redditi compresi tra 55mila euro e 75mila euro (prelievo complessivo 3,03% dal 3,33%). Resta invece ferma all'1,73% l'aliquota per i redditi fino a 15mila euro. Dati facilmente consultabili anche sul sito della Regione Lazio.
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