Pd, fallisce la mediazione: resta ipotesi scissione. Renzi: non si può aver paura del congresso

Resta alta la tensione nel Pd, ma si tenta una mediazione per evitare la scissione. Tregua che però per il momento viene respinta dalla minoranza.

«Niente, nessuna novità», dice in serata ai cronisti Pier Luigi Bersani. La minoranza dem fa sapere che al momento non c'è trattativa. O comunque, a quanto riferiscono i pontieri - Lorenzo Guerini e Dario Franceschini, in testa - non soddisfa i bersaniani che mantengono l'opzione scissione sul tavolo. O non viene ritenuta concreta come quella della conferenza programmatica prima del congresso, proposta da Maurizio Martina e Piero Fassino, e contenuta nel documento di mediazione raggiunto dai giovani turchi di Andrea Orlando e Matteo Orfini. L'opzione scissione resta dunque sul tavolo. E lo sarà anche domenica all'assemblea a cui dovrebbero partecipare. «Se ci andiamo, non vuol dire che la scissione viene esclusa», si puntualizza.

La Convenzione nazionale del Pd diventi «Convenzione programmatica» per «rafforzare» l'impegno comune e «conciliare in modo positivo e utile le esigenze emerse è alla portata delle nostre decisioni». Questa la proposta mediazione di Martina e Fassino. Perché il Partito Democratico «deve rimanere una forza unitaria e deve saper superare questo momento con il contributo propositivo di tanti. Tutti coloro che credono nel Pd, e al Pd guardano con speranza, ci chiedono unità e non divisioni. Per questa ragione auspichiamo e chiediamo a tutti un passo in avanti nell'interesse dell'Italia e del Partito Democratico».

«In vista dell'Assemblea nazionale del Partito Democratico e alla luce del dibattito che si è aperto nella Direzione di lunedì scorso, riteniamo possibile ricomporre in queste ore un consenso plurale intorno al percorso congressuale che sta per avviarsi e che si dovrà concludere prima delle prossime elezioni amministrative, per consentire un pieno impegno di tutto il Partito a sostegno dei nostri candidati Sindaci», dicono in una dichiarazione congiunta. 

«Approvo il segnale che arriva da quelle dichiarazioni: mi pare che ponga le condizioni per la costruzione di un fronte ampio a sostegno della ripresa del dialogo che scongiuri il rischio di scissione e offra un percorso che consenta di realizzare sul terremo programmatico un riavvicinamento delle distanze determinatesi in questi mesi». Così il ministro della Giustizia Andrea Orlando, considerato uno dei possibili sfidanti di Renzi per la leadership dem.

La minoranza Pd, a quanto apprende l'agenzia Adnkronos, ritiene invece non concreta l'ipotesi di una conferenza programmatica «che pure è stata avanzata da diversi settori» del partito come possibile mediazione. «Con l'annuncio di Renzi del Lingotto il 10-12 marzo è evidente che non c'è alcuno spazio per una conferenza programmatica. Renzi ha deciso di tirare dritto». Renzi ha infatti annunciato un incontro nel capoluogo piemontese «con gli amici che sosterranno la mozione congressuale» nel luogo «dove nacque il Pd a fare il tagliando a quell'idea di quasi dieci anni fa». 

«Il verbo del congresso e delle primarie non è "Andatevene!" ma "Venite!", portate idee, portate sogni, portate critiche. Venite, partecipate. È inspiegabile far parte di un partito che si chiama democratico e aver paura della democrazia», aveva scritto oggi il segretario del Pd, Matteo Renzi nella sua E-news sottolineando l'invito a «prepararci a vivere il congresso non come scontro sulle poltrone, ma come confronto di idee». 

Intanto nella riunione di ieri sera al Nazareno, in cui si è confermata l'intesa tra Renzi e Dario Franceschini, il leader Pd ha chiarito definitivamente, a quanto si apprende, che con il congresso del Pd le elezioni anticipate a giugno saltano. Nell'incontro renziani e franceschiniani hanno concordato sui tempi del congresso, che dovrebbe concludersi entro aprile, «tempi normali», spiegano dal vertice dem. Le regole, che la maggioranza vuole le stesse del 2013, saranno decise dalla commissione congresso.

«Mentre a Rimini è in corso l'assemblea degli amministratori da Roma si alza la voce di Massimo d'Alema che in una affollata assemblea dice: "O congresso o sarà scissione", seguito - nel richiamo alla scissione - da altri leader della minoranza». È una parte del "riassunto delle puntate precedenti" che Renzi fa sempre nella sua E-News intervenendo sulle frizioni interne al partito. «Mi domando come sia possibile - osserva - fare una scissione sulla data di convocazione del congresso e non sulle idee. Ma non è la prima volta che alcuni compagni di partito cercano ogni pretesto per alimentare tensioni interne. E io non voglio dare alcun pretesto, davvero. Voglio togliere ogni alibi. E anche se il grido "congresso o scissione" sembra un ricatto morale, accettiamo di nuovo il congresso dicendoci: ragazzi, dobbiamo essere responsabili», continua spiegando «che se uno ha idee diverse, ha il dovere di proporle. E in un partito democratico il congresso (con primarie) non è una parolaccia, ma il luogo in cui decidono gli iscritti e i simpatizzanti».

«Dal 10 al 12 marzo con gli amici che sosterranno la mozione congressuale ci vedremo a Torino, al Lingotto. Nel luogo dove nacque il Pd a fare il tagliando a quell'idea di quasi dieci anni fa», scrive ancora Renzi. «Ma anche a fare le pulci all'azione di governo di questi tre anni per costruire il prossimo programma. Cosa ha funzionato, cosa no. Cosa dobbiamo fare meglio, oggi e domani. Una discussione vera, senza rete. Su ambiente, cultura, scuola, lavoro, università, sanità, infrastrutture, tasse, giustizia e l'elenco potrebbe continuare a lungo. Venite al Lingotto, se potete. Intanto c'è una email per chiedere maggiori informazioni e per raccogliere le vostre proposte: lingotto@matteorenzi.it Poi sui luoghi da visitare. Sto girando molto per l'Italia e mi capita di ascoltare, vedere, discutere. Modello Scampia, insomma. Mi serve molto e mi aiuta a capire meglio cose che fino a due mesi fa vedevo solo blindato dai cerimoniali. Mi suggerite luoghi da visitare e persone da incontrare? Esperienze che possono essere utili. Vi leggo volentieri: matteo@matteorenzi.it Infine sulle persone. Vogliamo portare energia e entusiasmo nella vita di questo Paese e nel congresso. Non polemiche astratte ma idee, speranze, sogni. Avete voglia di darmi una mano? Si riparte, ci si rimette in cammino, c'è bisogno di tutti: matteo@matteorenzi.it».


 
Mercoledì 15 Febbraio 2017 - Ultimo aggiornamento: 16-02-2017 09:06

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5 di 43 commenti presenti
2017-02-16 11:02:28
E ad un certo punto Renzie si voltera' indietro per contare le truppe rimaste. Vedra' quattro lecchini in mutande. Come diceva uno dei precedenti duci: Nudi alla meta.
2017-02-16 08:55:10
speriamo che Renzi faccia presto, non si può passare un'altro anno a parlare di scissione si, scissione no, se questi signori se ne devono andare lo facciano subito
2017-02-16 08:07:24
Minoranza PD, Convenzione programmatica ecc ecc per non dire apertamente ex partito Comunista Italiano, oppure Partito del PD che acconsente all'arrivo di immigrati per farli schierare nelle loro fila e viadicendo. Ma basta con questo tipo di politica falsificata. Pensiamo ai nostri disoccupati, alla nostra gente che non sa come sfamare i propri figli, alle nostre industrie che sono sempre meno competitive grazie ai mille cavilli non economici del PD, agli italiani che vanno all'estero perch√® in Italia c'√® sempre meno lavoro. Diciamolo chiaro agli italiani veri che abbiamo gi√† oltre 5 milioni di stranieri, che sicuramente voteranno PD, che il Pd non vuole pi√Ļ fare affidamento sugli italiani,che il PD di questo passo sta dividendo il Paese. Un po di egoismo non ci farrebbe male, come fanno tutti gli Stati del Mondo per i loro cittadini. E quindi cominciamo a pensare solo ai nostri concittadini. Pensiamo all'Italia!
2017-02-16 05:27:07
La presenza e l' imposizione di Renzi al governo, voluta dal vecchio e incapace ex-presidente, ha creato lacerazioni nel partito e nel paese. Ha creato danni economici e spese inutili e contro producenti. Non ha risolto alcun problema, bensì li ha aggravati. Il risultato del Referendum dovrebbe avergli fatto capire che la maggior parte degli italiani lo vuole vedere fuori dalla politica, fuori dal potere e fuori dalle "scatole". La sua arroganza è fuori misura, inopportuna e offensiva.
2017-02-15 22:54:24
Io li avrei cacciati gi√† tre anni fa....non capisco perch√® Renzi abbia tutta questa pazienza con soggetti cos√¨ squallidi,arroganti,prepotenti che non rispettano le tegole democratiche ovvero la minoranza si deve adeguare quando si decide a maggioranza .....cos√¨ √® in tutto il mondo....ma poi questi prepotenti quando hanno governato che cosa hanno combinato?hanno portato il PD al 25%.....ma veramente hanno la faccia tosta e quella parte del popolo del PD che vuole pi√Ļ sinistra...ma non si chiedono che quando la minoranza ha fatto cose di di sinistra ha preso solo legnate!!!
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