Regionali Lazio, da Parisi no a Di Stefano: «Porto in tribunale Ciocchetti»

di Simone Canettieri
Salta la candidatura di Marco Di Stefano nella lista Noi con l'Italia alle regionali del Lazio. Dopo un lungo braccio di ferro i leader della coalizione che sostengono Stefano Parisi nella corsa alla Pisana hanno deciso di sbarrare la porta a Di Stefano, ex Pd, deputato uscente nonché assessore nella giunta Marrazzo. Noi con l'Italia ha dunque optato per la non candidatura del parlamentare, rinviato a giudizio per ipotesi di reato che vanno dalla truffa al falso. «E' un problema politico e non giudiziario», spiegano dal neo movimento di Fitto e Cesa.
 
Marco Di Stefano attacca: «Presenterò lunedì alla procura di Roma una denuncia per diffamazione contro Luciano Ciocchetti, che è giunto ad esclamare a gran voce, di fronte a persone pronte a testimoniare, che la battaglia di Lorenzo Cesa per candidarmi nelle nostre liste anziché essere fondata sulla questione politica e sul valore del garantismo, così come accaduto nelle liste nazionali per tutti, i condannati, i rinviati a giudizio e gli indagati (come nel caso anche di Luciano Ciocchetti, candidato alla Camera e indagato per corruzione nella vicenda Scarpellini), e i candidati alla Regione Lazio Pietro Sbardella e Giovanni Libanori (anch'essi in lista e indagati per corruzione), è invece dettata dal fatto che il sottoscritto stia ricattando, non so su cosa, Lorenzo Cesa.

 
Sabato 3 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 04-02-2018 16:44

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1 di 1 commenti presenti
2018-02-04 09:03:08
ma come se fa a votà sta gente? dicono che l'europa sarà come gli stati uniti d'america solo che in inghilterra un ministro s'è dimesso perchè arrivato in parlamento con 2 minuti 2 di ritardo e qui siamo costretti a votare il LEGGERMENTE MENO PEGGIO tra indagati, rinviati a giudizio e condannati che poi sono gli stessi che fanno le pulci ai 5 stelle, mmah!!
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