Napoli, anti Salvini assaltano polizia: città devastata

La giornata della convention di Salvini a Napoli si è trasformata in guerriglia urbana. Nei pressi della Mostra d'Oltremare di Napoli, dove è in corso la convention con il leader della Lega, ci sono stati scontri tra forze dell'ordine e manifestanti, con lanci di molotov e sassi da parte di giovani incappucciati e con gli agenti, in assetto anti sommossa, che hanno risposto i lacrimogeni e con una carica. Poco prima, dal corteo, era partito un lancio di fumogeni e di petardi contro gli agenti che presidiavano l'ingresso dell'ente fieristico.
 


Con un rapido blitz, un gruppo di manifestanti incappucciati si è staccato dal corteo e accerchiato prendendo le forze dell'ordine alle spalle. Si sono vissuti momenti di vera e propria guerriglia con la polizia accerchiata. Da un lato c'era il corteo che avanzava e dall'altro il gruppo di facinorosi che attaccava la polizia alle spalle. Grazie all'uso degli idranti e con il sostegno di altri agenti, i facinorosi sono stati fatti indietreggiare lungo viale Giulio Cesare.

Durante lo scontro tra manifestanti incappucciati e con il volto coperto e le forze dell'ordine, nei pressi della Mostra d'Oltremare di Napoli, una molotov ha colpito un cellulare dei carabinieri e provocato un principio di incendio subito estinto. Terrore tra la gente che sta cercando rifugio nei palazzi circostanti. Piazzale Tecchio, via Diocleziano e via Giulio Cesare sono ridotte a un campo di battaglia, con i cassonetti dei rifiuti dati alle fiamme e riversi in strada. In azione anche gli idranti.

Il corteo anti-Salvini è degenerato in viale Kennedy, dove sono arrivati i black bloc: giovani incappucciati, vestiti di nero, alcuni indossavano le maschere di Pulcinella, altri erano armati di bastoni, potrebbero essere componenti del tifo ultrà. Un paio di questi sono stati fermati dalle forze dell'ordine nel corso degli scontri. 

Solo lungo viale Giulio Cesare la polizia è riuscita a disperdere i facinorosi, respingendoli anche attraverso l'uso degli idranti. La strada, e la zona circostante gli scontri è ridotta a un vero e proprio campo di battaglia. Durante la fuga i manifestanti hanno continuato a lanciare oggetti e sassi all'indirizzo delle forze dell'ordine. 

Sono complessivamente sei le persone fermate dalla Polizia durante gli scontri. Tre sono state arrestate e tre denunciate in stato di libertà. Nei tafferugli sono rimasti contusi 28 componenti delle forze dell'ordine: tre funzionari e 25 tra poliziotti e carabinieri. Inoltre, altre sei persone, tra i manifestanti, sono rimaste contuse.
 

Alle 14 il corteo "mai con Salvini" era partito puntuale da piazza Sannazaro. Tra centri sociali, collettivi studenteschi, precari, migranti e attivisti politici (neoborbonici e Dema, il movimento che fa capo al sindaco de Magistris), erano un migliaio i manifestanti che sfilato dalla stazione di Mergellina, raduno fissato per la manifestazione contro il leader della Lega Nord. In piazza anche una ruspa. Diversi i cori e i cartelli esposti. I manifestanti sventolavano bandiere rosse, del Pci, di Cuba, dei movimenti anarchici, della Palestina e di Dema. Giovani in prevalenza, ma non mancano persone di età più matura.



In piazza, per manifestare il dissenso contro il leader della Lega, erano presenti anche i consiglieri comunali di maggioranza Pietro Rinaldi ed Eleonora De Majo, l'assessore ai giovani con delega alla polizia municipale Alessandra Clemente, il presidente della III Municipalità Ivo Poggiani e la moglie del sindaco de Magistris. I manifestanti si sono schierati alle spalle della ruspa, che gli attivisti hanno portato in piazza con tanto di «foglio di via dal Sud» per Salvini, pronti a partire in corteo diretti verso Fuorigrotta nel tentativo raggiungere la Mostra d'Oltremare.

«Noi non dimentichiamo il passato - dichiara il presidente della III Municipalità Ivo Poggiani - e tutto il suo odio verso di noi. Oggi intendiamo manifestare tutto il nostro disappunto. Napoli non vuole Salvini e oggi lo ribadiremo con forza».
 
 

La città si divide tra pro e contro Salvini. «Napoli è libera - dice una donna - Non appartiene a de Magistris né tantomeno a questi dei centri sociali». In un centro scommesse poco distante qualcuno dice che «anche uno come Salvini ha diritto di parlare, tanto qui nessuno gli crede». Diversa l'idea di un avventore di una paninoteca poco distante da piazza Sannazaro, per il quale «il sindaco ha fatto bene a protestare anche nei giorni scorsi perché qui nessuno lo vuole». L'auspicio comune è che «non sia distrutta la città e che la manifestazione si svolga senza violenze».
Sabato 11 Marzo 2017 - Ultimo aggiornamento: 12-03-2017 12:40

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