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Governo, Napolitano chiede tempi brevi
avanza l'ipotesi esecutivo tecnico
Monti convoca Grillo, Bersani, Berlusconi

Con il pretesto del Consiglio europeo, il premier uscente convoca il «signor Grillo», Bersani e Berlusconi a palazzo Chigi

Monti e Napolitano
di Alberto Gentili

ROMA - Con la sponda di Mario Monti, Giorgio Napolitano brucia i tempi e fa scattare l’operazione-aggancio a Beppe Grillo. Per sondarlo, per capire cosa ha davvero in testa, per cominciare a fargli respirare «l’aria delle istituzioni democratiche». E, volesse il Cielo, «portarlo su una linea di responsabilità e di buon senso». Magari dicendo "sì" a un governo tecnico, con un premier diverso da Monti, sostenuto da tutte le forze presenti in Parlamento.

TORNA L’ASSE ISTITUZIONALE
La mossa è stata studiata ieri mattina al Quirinale. Poi, nel tardo pomeriggio, è partita una lettera del premier uscente ai possibili protagonisti dell’eventuale governissimo: gli «onorevoli» Berlusconi e Bersani e il «signor Beppe Grillo». Tutti e tre invitati da Monti a incontri separati «per individuare elementi di consenso, accanto a possibili divergenze, sulle tematiche all’ordine del giorno del Consiglio europeo del 14 marzo». Un pretesto? Probabilmente delle pre-consultazioni, svolte da Monti in nome e per conto del capo dello Stato, per esplorare la praticabilità di un nuovo governo tecnico. Sicuramente il primo tentativo per tentare di ”metabolizzare” Grillo e il grillismo e per «aiutare» Grillo e i grillini a capire che non ci sono solo orchi della vecchia politica da combattere. «C’è un Paese da governare».

Con Monti, il capo dello Stato non ha nascosto le sue preoccupazioni. L’intenzione di «fare presto e fare bene», evitando «premature e categoriche determinazioni di parte». Ha analizzato perciò la linea di Pier Luigi Bersani, determinato a giocare la carta del ”governo di minoranza” con l’appoggio esterno dei grillini. Soprattutto ha parlato del ”no” del segretario del Pd a qualsiasi esecutivo insieme al Pdl. Quel dire: «O me o nuove elezioni». Uno scenario che allarma Napolitano.

LA TEMPESTA PERFETTA
Nelle due ore di incontro, il capo dello Stato e il premier hanno guardato Oltreconfine. Il timore condiviso è che «la fragilità del quadro politico», «il pericolo di un’eventuale paralisi» che potrebbe spingere il Paese alle urne, possa provocare una tempesta perfetta. Con lo spread alle stelle e l’Italia nel mirino degli speculatori finanziari. «Qui si rischia di bruciare i frutti dei dolorosi sacrifici compiuti dagli italiani», hanno osservato il premier e il capo dello Stato, rinsaldando quell’asse istituzionale che nel novembre del 2011 riuscì allontanare il Paese dal baratro del default. Insomma, l’obiettivo di Napolitano è rassicurare i mercati e i partner europei. Dimostrare che, qualsiasi cosa accada a Roma, non ci saranno vuoti di potere. Non a caso nell’agenda di Napolitano è stato inserito un incontro con il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, alleato essenziale nei momenti di crisi finanziaria.

L’EVENTUALE ANTICIPO
Proprio per allontanare lo spettro della tempesta perfetta, tra le parole d’ordine del Quirinale c’è il «fare presto». Il capo dello Stato, per evitare forzature, ha cominciato a svolgere delle consultazioni informali con i leader (Grillo compreso) per capire se si può anticipare la convocazione delle Camere al 12 marzo, invece del 15. Tre giorni in meno che permetterebbero al presidente della Repubblica di compiere una settimana prima le consultazioni ufficiali per la formazione del nuovo governo. Sette giorni in meno che si riverbererebbero anche sugli altri appuntamenti istituzionali, come l’elezione dei presidenti di Camera e Senato.

IL DECRETO
Non mancano però gli intoppi. La Corte d’appello di Roma non ha ancora ufficializzato i nomi degli eletti in Parlamento. Dunque, la Corte di cassazione non può proclamare i nuovi parlamentari. Se questi due adempimenti non saranno compiuti nelle prossime quarantott’ore, sfumerà l’ipotesi di anticipare la convocazione delle Camere. Monti, in ogni caso, è pronto a celebrare immediatamente il Consiglio dei ministri incaricato di varare il decreto presidenziale con l’anticipo.

Martedì 05 Marzo 2013 - 09:14
Ultimo aggiornamento: -
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