Monti: «Berlusconi ci toglie la fiducia?
Ma che minaccia, a noi non toglie nulla»

Mario Monti
ROMA - Cosa succederà in Italia se Berlusconi e il Pdl decideranno di togliere la fiducia al governo? «E' una domanda da rivolgere alle forze politiche, ai mercati, non voglio neanche speculare su questo» risponde il premier Mario Monti al termine del suo incontro di oggi a Madrid con Mariano Rajoy.

Monti: quelle di Berlusconi non sono minacce.
«Le minacce di ritirare la fiducia a questo governo non possono essere fatte perché non le vivremmo come una minaccia - dice Monti - Siamo stati richiesti di dare un contributo a un momento difficile di questo Paese. Non posso chiamare minaccia qualche cosa che a noi non toglierebbe niente. Noi ci impegniamo al meglio e pensiamo di stare avendo buoni risultati. Se qualcuno decidesse di togliere la fiducia a questo esecutivo, a noi non toglierebbe niente se non un'attività di governo che non è stata da noi ricercata».

«Il nostro orizzonte è aprile 2013».
«Noi lavoriamo con un orizzonte temporale all'aprile 2013 - dice Monti - E' il nostro intendimento e quello che ci ha chiesto il presidente Napolitano».

Spread risalito per Berlusconi? «Non ci avevo pensato, ora ci rifletterò ». Così Monti ha risposto a chi gli chiedeva se la nuova salita dello spread fosse dovuta alle dichiarazioni di Berlusconi sull'intenzione di togliere la fiducia al governo Monti.

«Spread più alto del dovuto». «Siamo persuasi che l'attuale spread dell'Italia nei confronti titoli decennali tedeschi sia più alto quanto giustificato» ha detto il premier Mario Monti, aggiungendo che lo scudo antispread deve essere una costruzione «attuabile e non solo teorica» e ribadendo comunque che l'Italia non pensa di attivare questo strumento.

«Dai vertici Ue segnali importanti: facile criticare ma l'Europa sta dando segnali importanti». «I vertici Ue di giugno e ottobre hanno prodotto decisioni importanti e decisive che hanno dato segnale forte sulla determinazione dell'Ue a preservare l'integrità dell'euro» ha detto Monti in conferenza stampa con Rajoy. «E' facile criticare dall'altra parte del mondo» la lentezza delle decisione europee ma bisogna essere consapevoli anche dei "miracoli" che si stanno compiendo».

«L'Italia non dimentica (qualche volta qualche italiano sì) di essere stata tra i padri fondatori dell'Europa» ha detto Monti.

«Supercommissario? rischio di dare segnali errati ai mercati». «Proponendo sempre nuove prove di virtù fiscale - dice il premier - si rischia di dare ai mercati, che sono un po' sempliciotti, l'impressione che gli strumenti che già esistono non funzionano. Dichiarare di avere bisogno di ulteriori enforcement, non risuona molto bene anche in termini di fiducia che ogni Paese ha negli altri».

«La questione della ricerca del super commissario è un po' un mito
- ha detto il premier - Come ci ha spiegato bene Barroso, il commissario all'Economia ha già poteri superiori a quelli del commissario alla concorrenza.
Lunedì 29 Ottobre 2012, 17:19 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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