Maroni, il vaffa al pistolero di Macerata che milita nella destra nostalgica

di Mario Ajello
Bobo Maroni dice "vaffa" a Luca Traini, ossia alla violenza razzista che il pistolero di Macerata, ex candidato della Lega, incarna in questi giorni. "Vaffa" senza se e senza ma, molto diverso, lontano, antitetico alle parole di circostanza, pronunciate finora da Salvini sulla vicenda di Macerata.

"Un pistolero che milita nella destra nostalgica e che lo scorso anno era stato candidato alle elezioni Amministrative. Questa è la gente che si propone di guidare le istituzioni del nostro Paese? Ma vaffa". Così osserva Maroni parlando dell'ex candidato consigliere comunale del Carroccio. Secondo Maroni, che non cita mai il suo partito, c'è un "dovere morale; mettersi al lavoro per (ri)creare una classe politica che non ci faccia rimpiangere Andreotti". E ancora: "Le nuove camicie nero-grilline del manganello mediatico o i giustizieri naziskin no, grazie: non servono all'Italia". Insomma, "Aristotele diceva che l'uomo è per natura un animale politico. Bene, purché prevalga l'uomo e non l'animale". Parola di Bobo. Salvini, indirettamente, è servito.







 
Martedì 6 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 14:37

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2 di 2 commenti presenti
2018-02-06 20:04:37
Dive "vaffa" ma bisogna vedere se lo pensa veramente.
2018-02-06 17:01:46
Maroni condanna gli effetti ma non le cause. Condanna l' esasperazione ma non il crimine che l'ha causata. Dopo queste sue dichiarazioni, con le quali vede il fascismo pure nei 5 stelle, è pronta la tessera del P.D.
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