M5S e Fascismo, bufera sulla Lombardi. Lei: mai difeso dittatura

Roberta Lombardi
ROMA - «Mi ricordo giornate davanti a Montecitorio a dimostrare, mi ricordo le porte di Montecitorio che si aprivano ed Imposimato (ex collega di Falcone e Borsellino) che ne usciva per portarci dentro». Ci tornerà da capogruppo di M5S, la forza politica più votata d'Italia, Roberta Lombardi, che sul suo blog racconta così l'impatto con la Camera dei Deputati nel '93, da ventenne indignata per le stragi mafiose dell'anno prima. Quattordici anni dopo, nel 2007, la scoperta di Beppe Grillo e da allora l'impegno con 5 Stelle. Passando per le comunali a Roma - 199 voti nel 2008 -, fino al Parlamento senza le preferenze. Un profilo politico ancora tutto da scoprire il suo, mentre nel giorno del suo battesimo da capogruppo si scopre questa frase nello stesso blog, datata 21 gennaio: «(il) fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello Stato e la tutela della famiglia». E scoppia la polemica.

Bufera su Twitter.
«Roberta #Lombardi, nuovo capogruppo #M5S: "Il fascismo aveva un alto senso della famiglia". Vabbè dai, proviamo con un argomento a piacere». Ci vanno giù pesante su Twitter i commentatori più social del MoVimento 5 stelle (leggi).

Lei si difende. «Rimango allibita dalle strumentalizzazioni in atto su una frase estrapolata da un post sul mio blog. Quella espressa era una analisi esclusivamente storica di questo periodo politico, che naturalmente condanno. In Italia il fascismo così come il comunismo è morto e sepolto da almeno trent'anni», reagisce Lombardi, sottolineando di aver fatto riferimento al programma Pnf del '19 e invitando a pensare al 2013.

Il post delle polemiche.
«Da quello che conosco di Casapound - scriveva in quel post di gennaio - del fascismo hanno conservato solo la parte folcloristica, razzista e sprangaiola. Che non comprende l'ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello Stato e la tutela della famiglia». Ora Lombardi spiega: «Mi riferivo, facendo una analisi, al primo programma del 1919, basato su voto alle donne, elezioni e altre riforme sociali che sembravano prettamente socialiste rivoluzionarie e non certamente il preludio di una futura dittatura. Tutte proposte che poi Mussolini smentì già dall'anno seguente, in quello che fu un continuo delirio di contraddizioni.

«Giudizio negativo sul Fascismo».
La caratteristica del fascismo fu infatti quella di cambiare sempre le carte in tavola, con l'unica costante che al centro del potere rimanevano sempre Mussolini ed il suo partito unico. Potere che poi divenne dittatura in un crescendo di violenza. Fino ad arrivare al razzismo e la guerra. Questo il mio giudizio storico e politico, negativo su quell'esperienza». «Ora possiamo pensare all'Italia del 2013. Ricordo a tutti - conclude - che il M5S ha nel suo programma l'insegnamento della Costituzione italiana».
Martedì 5 Marzo 2013, 10:39 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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