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Liste, i simboli presentati sono 215: è record. Domani le esclusioni

di Simone Canettieri

ROMA - Gli ultimi, ma senza speranze evangeliche, sono stati quelli di Unione popolare: il partito-bonsai e anticasta guidato da Maria Di Prato. Poi il gong. Ieri alle 16, con la presentazione del contrassegno di Up, il Viminale ha chiuso i conti
: sono 215 i simboli elettorali presentati per le prossime elezioni. Ben il 15% in più rispetto al 2008. Con tanti saluti all’antipolitica galoppante. Ora, però, la parola passa al Viminale che entro domani dovrà esprimersi sui loghi controversi e chiederne le modifiche, per arrivare entro altre 48 ore al sì definitivo della Cassazione.

LE POLEMICHE

Una faticaccia? No, normale amministrazione per di fare un po' di ordine in questo ballo in maschera pieno di molestatori e burloni, nostalgici della Prima Repubblica e pataccari di professione. Per fortuna, ci saranno ulteriori forche caudine sabato e domenica con la presentazione delle liste e delle firme. Intanto, però, tutti hanno ballato il primo giro di valzer. C’è chi si è divertito e chi l’ha presa male. Beppe Grillo agita complotti e strane manine in azione dopo l’apparizione della lista civetta del M5S. Il guru deve guardarsi alle spalle anche dai Grilli Parlanti, dai Cinque Stelle e dallo psicologo napoletano Beppe Cirillo.it (notare l’assonanza) con il suo Voto di Protesta.

LE COALIZIONI
Nel caos calmo dei simboli - un enorme gioco delle figurine - qualche punto fermo c’è. Le coalizioni in campo con i rispettivi capi, per esempio, sono delineate. Pier Luigi Bersani, a passo di lepre, sarà sulla tolda di comando di Pd, Sel, Psi, Svp, Moderati di Portas, Centro democratico tabacciano-donadiano e lista Megafono di Crocetta; Mario Monti - anche egli alle prese con l’alias Samuele candidato presidente - ha fatto subito: Scelta civica con Monti per l'Italia, Udc e Fli.
Ben più complessa la situazione del centrodestra: stando agli atti - e non alle polemiche interne tra alleati - Silvio Berlusconi guiderà la coalizione extralarge con Pdl, Lega, Fdi, Destra, Grande Sud, Mir di Samorì, Rinascimento Italiano (Artom), Pid di Romano, Intesa popolare di Catone, Pensionati di Fatuzzo, Liberi da Equitalia, Lista del Popolo e Movimento liberaldemocratico. Chiude il poker il pubblicitario romano Ottavio Pasqualucci: il grande federatore. A lui il compito di mettere insieme Forza Roma e Forza Lazio, il Partito cittadini, Lega centro, Viva l'Italia, No Gerit Equitalia, Mondo anziani, No alla chiusura ospedali, Dimezziamo lo stipendio ai politici.

Non mancano nemmeno coloro che ballano da soli: il rivoluzionario civile Antonio Ingroia, l'urlante Beppe Grillo, Oscar Giannino (Fermare il declino), Marco Pannella (Giustizia, amnistia e libertà) Magdi Allam per Amare l'Italia, Stefania Craxi (Riformisti Italiani) con Luciano Moggi centravanti di sfondamento. Poi, ecco Marco Ferrando per il Partito comunista dei lavoratori da una parte e dall'altra Fiore (Forza Nuova), Romagnoli (Ms-Ft), Di Stefano (Casapound Italia). In mezzo: Cicciolina e il suo Dna (Democrazia, natura e amore).

GLI ALTRI
Tutti gli altri spingono per farsi vedere: i Pirati internettiani litigano tra di loro; i leghisti per una volta si danno del ladrone da soli («Al Nord ci vogliono scippare il simbolo»), doppi loghi come ti giri, scudi crociati che fioccano da tutte le parti, riesumazioni strategiche di Movimenti sociali, Democratici di sinistra, Psdi, l’immarcescibile Udeur di Mastella alla riscossa e così via. In generale, si capisce che il ventennio del partito personale non è terminato (l'unico big fuori dal ragionamento è Bersani) e che, allo stesso tempo, la vocazione minoritaria italiana sta benissimo.

Tra i 215 simboli (219 se si prendono in considerazione quei partiti, come il Pdl, che ne hanno depositati due) c'è spazio per tutte le tribù. Poeti d'azione, Giovanni dalle bande nere e seguaci del Sacro Romano Impero, movimenti del Bunga Bunga e gay di destra (Rosa nera di Salvatore Fiorello), autonomisti sardi del Quinto moro e Fratellanza donne (insieme a donne per l'Italia ed Eudonna). Per non parlare di chi cerca Pace, pane e lavoro o chi, nel dubbio, si propone con Fuori tutti o Io non voto. Ah, sì c'è anche il partito delle mamme.

Lunedì 14 Gennaio 2013 - 08:50
Ultimo aggiornamento: -
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