Berlusconi: larghe intese unica strada per uscire dall’impasse

Silvio Berlusconi
di Ettore Colombo
ROMA - «Il Pd rischia di mandare l’Italia a sbattere contro un muro». Angelino Alfano va all’attacco di Bersani e accusa il Pd di parlare solo di conflitto d’interessi e falso in bilancio, non curandosi dei problemi veri della gente. Come a dire, è il messaggio ai big democrat: liberatevi di Bersani e dell’anti-berlusconismo, e allora sì che cominciamo a discutere del governo. Così dunque il segretario del Pdl: «Grillo sta dicendo con chiarezza la sua opinione. Quello che appare confuso è il Pd. Mentre ci sono milioni di disoccupati e le imprese soffrono, la sinistra immagina di governare il Paese con il falso in bilancio, con la modifica dell’anticorruzione, dando da mangiare agli italiani conflitto di interesse». Infine, l’invito al Pd, invito molto interessato: «Non mandate a sbattere l’Italia contro un muro» e «non anteponete interessi di parte a quelli del Paese». Il Pdl, dunque, punta tutte le sue fiches sul disarcionamento del segretario Bersani, in attesa che arrivi il tempo di Matteo Renzi e che, in ogni caso, il Pd paghi pegno e dazio. Quanto al governo che verrà, il segretario del Pdl ribadisce di aspettarsi da Giorgio Napolitano «la consueta saggezza e l’equilibrio che lo ha sempre contraddistinto».

LA PARTITA
Il Pdl, dunque, torna anche filo-Napolitano e attende le mosse per la prossima partita che conta, quella del Quirinale. Si augura nomi non troppo sgraditi o inaccettabili. Uno come Giuliano Amato, per dire, sarebbe perfetto quanto quello di Letta (Gianni). Né il Pdl ha alcuna intenzione di avanzare dei suoi candidati per palazzo Chigi: sa bene che il potere di scelta spetta a Napolitano. E se si materializzerà, come ci si augura, un governo del Presidente, sa bene che il nome potrebbe anche essere di area democrat. Il Pdl, infatti, una volta aggirato il rischio del “finto-tecnico” (una prorogatio di Monti o l’arrivo di Passera), vuole un governo politico, ma non avanzerà richieste di ministri, ma solo di punti programmatici. «Abolizione dell’Imu, redditometro, abbattimento delle tasse per le imprese che assumono disoccupati» sono i punti chiave che snocciola Alfano. Del resto, insiste il segretario, la manifestazione del 23 marzo (quella inizialmente indetta sulla giustizia, poi allargata ai temi di tasse e fisco) «non sarà un fatto isolato. Torneremo spesso nelle piazze e con l’impegno di Berlusconi».

IL CAVALIERE
Ecco, appunto, cosa pensa il Cavaliere, silenzioso da giorni? Silvio Berlusconi non ha, per ora, alcuna intenzione di “scendere” a Roma. Asserragliato nella sua villa di Arcore, oggi terrà un primo summit politico con i suoi parlamentari, ma solo quelli lombardi a villa Gernetto, provincia di Monza. Saranno una cinquantina in tutto, tra deputati, senatori e consiglieri regionali. All’ordine del giorno, oltre alla formazione della Giunta Maroni, anche la linea da tenere a Roma. L’ex capo del governo è convinto che il Pdl, forte del peso dei numeri soprattutto a palazzo Madama, non possa essere escluso dai giochi. Quello che può condizionare il suo margine di manovra, teme Berlusconi, sono i processi dove è imputato. La linea , comunque, è chiara: il Pdl lavora a un esecutivo di larghe intese.
Martedì 5 Marzo 2013, 10:55 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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