Venezuela, ancora morte negli scontri contro Maduro: ospedali evacuati, autostrade bloccate

La spirale della violenza sembra ormai inarrestabile in Venezuela, dove almeno 12 persone sono morte durante la notte scorsa in una serie di scontri e saccheggi in diversi punti di Caracas, al termine di una nuova giornata di mobilitazione di piazza convocata dall'opposizione contro il governo di Nicolas Maduro. Undici persone hanno perso la vita in una zona commerciale di El Valle, nel sud della capitale: otto sono morte fulminate - riportano i media locali - mentre cercavano di saccheggiare un forno, le altre tre sono state uccise da spari di arma da fuoco. Le circostanze in cui sono avvenuti i saccheggi non sono ancora chiare.

Il deputato chavista Freddy Bernal, ha detto che «dirigenti dell'opposizione, alleati con bande criminali, hanno saccheggiato negozi a El Valle», ma l'opposizione ha respinto l'accusa. «Vogliamo smentire in modo assoluto le accuse infondate del governo, che prima arma e lancia per le strade la sua gente e ora ci viene a dire che non sono loro i responsabili della violenza», ha detto il presidente del Parlamento, in mano all'opposizione, Julio Borges. D'altra parte Carlos Ocariz, sindaco di Sucre, nella periferia nord di Caracas, ha informato che Melvin Guaitan, «un semplice lavoratore» è stato ucciso ieri notte da uno colpo d'arma da fuoco «durante una protesta all'ingresso del Barrio 5 de julio», un quartiere popolare della località.

Dall'inizio della nuova ondata di proteste anti-Maduro, il governo ha cercato di dimostrare che molte delle vittime della violenza sono stati uccise dall'opposizione, ma tranne in un caso - un sottoufficiale della Guardia Nazionale rimasto vittima, mercoledì scorso, apparentemente di un franco tiratore - finora non hanno presentato prove convincenti. È così che oggi la madre di Paola Ramirez, la 23enne morta mercoledì scorso a San Cristobal (ovest del paese) ha detto che la figlia è stata uccisa dai «colectivos», gruppi armati filogovernativi, e non da un militante oppositore, come aveva annunciato il ministro degli Interni, Nestor Reverol. Reverol aveva detto che Ramirez era stata uccisa da un militante del partito oppositore Vente Venezuela, che aveva sparato contro un gruppo di motociclisti che passavano per la strada. Una versione smentita dalla madre della ragazza che ha detto di credere «che quello che hanno arrestato sia il colpevole. Mia figlia mi ha detto al telefono 'mamma, qui stanno sparando i colectivos'», ha raccontato.


Dopo la manifestazione dell'opposizione ieri a Caracas, bloccata dalle forze dell'ordine che hanno impedito il passo dei cortei, nella notte si sono registrati scontri violenti fra militanti oppositori, unità della Guardia Nazionale e gruppi armati pro governativi, i cosiddetti «colectivos». Nella zona di El Valle (sud di Caracas), dove i vicini hanno denunciato saccheggi e scontri violenti con spari di arma da fuoco, 54 bambini sono stati evacuati dall'Ospedale Materno Infantile Hugo Chavez durante la notte. La ministra degli Esteri venezuelana, Delcy Rodriguez, ha denunciato su Twitter che «bande armate finanziate dall'opposizione hanno attaccato l'ospedale infantile di El Valle» ma decine di testimonianze sullo stesso social network indicano che i bambini sono stati evacuati dopo essere stati intossicati dai gas lacrimogeni sparati dalla Guardia Nazionale.

Almeno cinque persone sono rimaste ferite nel corso di saccheggi avvenuti durante la notte in una strada commerciale a El Valle, dove i vicini hanno denunciato che unità antisommossa che si trovavano a meno di 300 metri non sono intervenute per fermare i responsabili dell'assalto contro negozi locali.

L'opposizione venezuelana ha annunciato nuove mobilitazioni contro il governo di Nicolas Maduro, convocando una «marcia del silenzio» in omaggio alle vittime della repressione per oggi e un blocco delle principali autostrade del Paese per lunedì. Il vicepresidente del Parlamento di Caracas, Freddy Guevara, ha chiesto agli oppositori di «sfilare in silenzio e vestiti di bianco verso le sedi della conferenza episcopale a Caracas e in tutto il Paese» sabato prossimo, per rendere omaggio alle persone uccise - almeno cinque- durante le manifestazioni dei giorni scorsi, compreso il sergente della Guardia Nazionale morto ieri nei dintorni di Caracas. In quanto a lunedì prossimo, Guevara ha detto che l'opposizione organizzerà «blocchi autostradali che fermeranno il traffico su tutte le principali arterie del paese durante l'intera giornata».
Venerdì 21 Aprile 2017 - Ultimo aggiornamento: 22-04-2017 14:16

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1 di 1 commenti presenti
2017-04-21 20:04:30
se scrivo èpqerchè lo sto vivendo non è fantasia qui qualsiasi cosa che succede danno la colpa alla opposizione loro sono armati comandano pagano dei miliziani vecchi e rimbambiti e incoraggiano la popolazione a uscire armata ma in quale governo democratico si incita la popolazione a armarsi e partire.Qui comandano loro e poveri angioletti danno la colpa a chi manifesta pacificamente senza armi infatti i morti sono solo poveri cittadini .
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