Usa, mostra il dito medio a Trump mentre è in bici: licenziata. Ma lei insiste: «Lo rifarei»

di Federica Macagnone
Per alcuni dovrebbe addirittura candidarsi alle presidenziali del 2020, per altri è semplicemente un'eroina e un vessillo della libertà di espressione. Ma quel dito medio alzato al passaggio del corteo presidenziale che accompagnava Donald Trump, costerà caro a Juli Briskman, 50enne madre di due bambini: dopo che la sua foto è diventata virale e ha fatto il giro del mondo, è stata licenziata. La società di comunicazione e marketing per cui Briskman lavorava, la Akima, contractor del governo federale, non ha gradito che la propria immagine venisse associata a una delle sue dipendenti e alla donna è stato chiesto di liberare la sua scrivania.

L'immagine risale al giorno di Halloween: Juli stava pedalando in Virginia quando il Suv nero di Trump e il corteo di auto l'ha sorpassata: lei, senza pensarci due volte, ha alzato il braccio sinistro e ha mostrato il dito medio in direzione del presidente. Ma dietro di lei c'era anche un fotografo della Casa Bianca che non si é fatto scappare l'occasione: la foto è subito diventata virale e la stessa Juli l'ha postata sulle proprie pagine Facebook e Twitter. «Quando l'ho visto passare il sangue ha iniziato a ribollirmi nelle vene - ha detto Juli - Stavo pensando ai dreamers che saranno cacciati via, al ritiro degli spot per iscriversi all’Obamacare, al fatto che solo un terzo di Porto Rico ha elettricità mentre lui andava su un campo da golf».

Visto il clamore che ha scatenato quell'immagine, è stata la stessa Juli a ritenere opportuno di dover avvisare i suoi superiori di quanto era successo. Tuttavia, il suo datore di lavoro, la Akima LLC - un'azienda che partecipa alle gare d'appalto del Governo - non ha apprezzato il gesto e l'ha licenziata. «Non ero neanche al lavoro quando l'ho fatto - ha continuato la donna - Mi hanno detto che la foto violava la politica aziendale sui social media, che vieta la pubblicazione di immagini oscene sugli account privati dei propri dipendenti. Io ho ribadito che sulle mie pagine social non avevo mai menzionato il mio datore di lavoro e quindi non poteva esserci un collegamento, ma questo non è bastato».

La notizia del licenziamento di Juli ha scatenato gli utenti dei social, molti dei quali si sono appellati alla libertà di parola sancito nel primo emendamento della costituzione statunitense. Altri hanno istituito una pagina online per raccogliere fondi. Dal canto suo Juli dice di essere pronta a lanciarsi in un nuovo lavoro con una certezza: essere felice di essere diventata l'immagine della protesta. «In un certo senso non sono mai stata meglio - ha concluso - Sono arrabbiata per la direzione del nostro Paese. Sono inorridita. È stata per me l’occasione per dire qualcosa».
Martedì 7 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 08-11-2017 19:32

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5 di 50 commenti presenti
2017-11-08 15:10:35
E' stata licenziata perché la ditta voleva non perdere i favori dell'amministrazione pubblica da cui riceve commesse. Anzi, ha voluto fare di più, dato che non esisteva una connessione tra la persona in bici e la ditta. Ha voluto platealmente inviare un atto di "leccaggio" a Trump , quasi un omaggio di fedeltà magari sperando di incassare i frutti della riconoscenza.
2017-11-08 15:27:38
cosi' funziona al paesello suo, in America e' un po' piu' complicato
2017-11-08 10:47:53
Il libero pensiero non cancella il reato di offesa al capo dello stato. Fra l'altro commesso in maniera volgare e gratuita. Bene il licenziamento. Io un soggetto del genere non lo vorrei mai come collaboratore.
2017-11-08 13:12:17
reato al capo dello stato non ha niente a che vedere con un licenziamento..!!!! sono due cose completamente differenti !!! o siamo ritornati al medioevo ???
2017-11-08 09:00:12
Qual è il problema ? L'ha semplicemente additato in modo giusto.
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