Ucraina rischia la guerra civile, Ianukovich trema. I manifestanti occupano sedi pubbliche

Ucraina sull'orlo della guerra civile. La situazione resta tesissima a Kiev dopo il no dell'opposizione alla proposta del presidente Ianukovich di guidare il governo. E ora si profila anche lo spettro di una secessione delle regioni sud-orientali. E intanto Ianukovich trema davanti ai continui successi degli insorti che stanno occupando i palazzi del potere uno dopo l'altro - è della tarda serata la notizia della "presa" anche del ministero della Giustizia - con una rapidità che rende chiaro come la situazione non sia più sotto il controllo delle autorità.



Nella notte, subito dopo il 'niet' dell'opposizione, alcune migliaia di militanti hanno fatto irruzione in Casa ucraina, l'ex museo di Lenin nel centro di Kiev a circa 500 metri da piazza Maidan, cuore della protesta europeista ormai fondamentalmente antigovernativa, ma anche vicino a via Grushevski, dove polizia e insorti si scontrano ormai da una settimana. Dentro l'edificio erano asserragliati circa 200 uomini delle forze speciali e la lotta è stata, ancora una volta, violenta. Centinaia di insorti hanno bloccato l'accesso all'edificio e hanno infranto i vetri delle finestre del pian terreno lanciando molotov contro gli agenti. I poliziotti si sono allora chiusi in una formazione a testuggine con i loro scudi, e hanno risposto all'assalto con granate assordanti, senza però riuscire ad avere la meglio su una folla arrabbiata ma anche ben organizzata.



Alla fine è stato necessario l'intervento dell'ex pugile Vitali Klitschko, uno dei leader dell'opposizione, perché gli insorti consentissero ai poliziotti di svignarsela da una porta laterale con i loro due feriti. In prima fila nella lotta c'erano i militanti di Causa comune e quelli di estrema destra di Right Sector, armati di randelli, scudi ed elmetti. E a un gruppo di estrema destra, Una-Unso, apparteneva anche il giovane Mikhail Zhiznevski, uno dei manifestanti antigovernativi uccisi a colpi di fucile dalla polizia a Kiev al cui funerale nella cattedrale di San Michele oggi hanno partecipato migliaia di persone, compresi i tre leader dell'opposizione. «Eroe» cantava la

folla al passaggio del suo feretro nel centro.



Intanto continuano i blitz contro i palazzi del potere a Kiev dove stasera è stato occupato il ministero della Giustizia, come nel resto del Paese: al momento sono ben 14 su 25 le sedi dei consigli regionali occupate o bloccate dai manifestanti. A ribellarsi sono soprattutto le regioni dell'ovest, ucrainofone e più filo-occidentali, mentre l'est russofono - nonostante alcune proteste antigovernative - è fondamentalmente avverso agli insorti al punto che a Sebastopoli, in Crimea, diverse organizzazioni hanno proposto di formare uno Stato federativo denominato Malorossiya (Piccola Russia, come ai tempi degli zar) in Ucraina centrale e sudorientale.



Comunque oggi anche il municipio di Kremenchuk, nella regione centro-orientale di Poltava, è finito nelle mani degli insorti. Altri due tentativi analoghi sono avvenuti nel municipio di Zaporizhia e nella sede del governo regionale di Dnipropetrovsk, entrambi nell'est russofono del Paese, roccaforte elettorale di Ianukovich: la polizia ha però resistito agli assalti anche con i gas lacrimogeni e manganelli.



Ianukovich sembra sempre più con le spalle al muro e ne è una prova la proposta di silurare il fedele premier Mikola Azarov per affidare il governo ad Arseni Iatseniuk, capogruppo del partito Patria dell'odiata Iulia Timoshenko. Il capo di Stato si è anche offerto di ridurre il proprio potere tornando di fatto alla Costituzione del 2004, ma per quanto riguarda le «liberticide» leggi anti-protesta, quelle che hanno portato all'esplosione dei combattimenti tra polizia e manifestanti il 19 gennaio, non ne vuole sapere di abrogarle, propone solo di «modificarle». Ma soprattutto Ianukovich non ha nessuna intenzione di mollare la poltrona, forse anche per paura di finire sotto processo visto che da quando è al potere lui e la sua famiglia si sono arricchiti inverosimilmente e in maniera non chiara. Ma i dimostranti vogliono la sua testa, per cui difficilmente si giungerà a un compromesso se il capo di Stato non concederà elezioni anticipate: sia presidenziali che parlamentari, perchè il partito di Ianukovich ha la maggioranza in parlamento e, se la mantiene, l'opposizione,

nel caso accettasse di guidare il governo, non avrà i numeri in aula.



La sua è stata una mossa furba, per dividere l'opposizione e farle assumere la responsabilità di uscire dal tunnel, lasciandola poi in un vicolo cieco. Ma anche disperata, un segno di debolezza che la piazza vuole sfruttare per la spallata finale.


Domenica 26 Gennaio 2014, 12:27 - Ultimo aggiornamento: 10:55
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5 di 14 commenti presenti
2014-01-26 13:40:00
Una grossa preoccupazione. Secondo radio Svoboda (l'emittente Libertà)-notizia rimbalzata sul New York Times- le locali forze dell’Ordine sfrutterebbero le reti telefoniche mobili per individuare la presenza di apparati cellulari in una determinata area in ragione della loro connessione alle stazioni base trasmittenti (BTS o più semplicemente i ponti che garantiscono le comunicazioni nella “cella” di propria copertura) installate in zona.In questo modo riuscirebbero a registrare i nominativi dei partecipanti alle manifestazioni definite di disturbo di massa. Lo starebbe a testimoniare il testo di un sms che sarebbe giunto sui telefonini dei dimostranti in un evento di protesta tenutosi nella giornata di martedì 21 gennaio a Kiev all’entrata in vigore di una nuova legge che vieta manifestazioni antagoniste al regime. La dinamica di controllo in questione non fa rabbrividire solo sotto gli aspetti ideologici, politici, etici o morali, ma spaventa anche per la sua imprecisione tecnica. Il sistema infatti non riesce a setacciare in maniera corretta chi abbia aderito alla protesta, ma va a schedare chiunque (anche accidentalmente) si sia trovato nel raggio di portata del ponte radio o vi si sia agganciato per le più bizzarre combinazioni tecnologiche. L’abbinamento automatico tra ponte radio, utenza e intestatario evoca lo spettro dei più brutali rastrellamenti e anche solo la minaccia di servirsene inquieta persino i più distratti.
2014-01-26 14:02:00
meglio che ci facciamo..... i cavoli nostri, come loro si fanno i suoi. Essendo caconi, da noi le proteste le facciamo in silenzio, facendo le fila al fisco oppure le fila alla caritas. Meglio cosi, finche c'e' vita c'e' speranza, e chi vive di speranza disperato muore, lentamente ma muore, malnutrito e sifilitico, senza un centesimo e senza colpo ferire e per la troppa debolezza senza rompere piu quelle che si chiamano balls, a questi 'poveri politici e presidenti che in questo particolare momento, "si stanno sacrificando per il bene del popolo". Uno di questi giorni faro' di tutto di portare a piazza montecitorio e del popolo un bel ciuccio con le ali in carne ed ossa, nuovo simbolo del terzo millennio AD, che finalmente sostituisce l'acquila romana e cosi questo nostro storico popolo e repubblica delle banane, avra' la nuova giusta identita' che si merita.
2014-01-26 14:49:00
Solita storia... I cittadini vanno avanti, combattono, muoiono o si feriscono, faticano, soffrono, urlano rabbia e vogliono rispetto dei diritti...e quando stanno per ottenerlo, arrivano coloro che li negoziano, che contrattano e si spartiscono i posti di potere... Qual'è il modello di governo giusto? Forse quello che ognuno ha in casa! Forse nella nostra casa, nella nostra famiglia, ci sono premier e ministri? No...c'è il rispetto dell' educazione impartitaci dai nostri genitori, il rispetto per la libertà nel rispetto per il diritto ad esercitare il libero arbitrio ma solo se questo non lede gli interessi o i diritti o la libertà degli altri...almeno nella mia, ma in molte famiglie ci sono orchi e padrini! E in Europa e nel mondo purtroppo ci sono altri modelli, che spesso calpestano ognuno di questi diritti... I media dovrebbero cavalcare con decisione le proteste, e farsi promotori di libertà... ma spesso preferiscono tutelare altri interessi... E noi ci limitiamo a leggere e commentare... mentre altri si spartiscono il mondo!
2014-01-26 14:53:00
Italiani pecoroni Siamo un popolo di pecoroni prendiamo esempio dagli altri.
2014-01-26 15:22:00
La gente non ne puo' piu' A parte gli Italiani che possono fargli di tutto che non si muovono manco a morire ma nelle altri parti del mondo la gente si ribella ai sorprusi della politica Ormai il problema non e' solo dei paesi poco democratici ma anche nei paesi democraticissimi che hanno completamente dimenticato il popolo e mettono al centro solo i loro privilegi e i loro interessi Tutta l'Europa a parte la germania che riesce ancora a mettere al centro i cittadini e lavora per i cittadini negli altri paesi comincia a ribollire la rabbia Ovviamente non in Italia dove pare che sia solo un problema di trasmissioni televisive e di continue parole al vento di lamentele ma senza un minimo di iniziativa cosa che si rispecchia perfettamente con la politica che rispecchia perfettamente la gente questi politici ce li meritiamo perche' i primi colpevoli siamo noi
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