Siria, all'Onu nuovo veto della Russia su indagine armi chimiche

La Russia ha posto ancora una volta il veto ad una risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu per estendere di un mese il mandato del meccanismo investigativo congiunto di Nazioni Unite e Opac che indaga sugli attacchi chimici in Siria. È il secondo veto di Mosca in circa 24 ore. Il mandato del team di esperti è scaduto oggi. La risoluzione ha ottenuto 12 voti a favore, 2 contrari (Bolivia e il veto russo), e 1 astenuto. Dopo il veto della Russia al documento proposto dagli Usa, e la bocciatura del testo rivale di Mosca, il Giappone aveva proposto un tentativo di mediazione con un rinnovo breve al meccanismo investigativo congiunto di Onu e Opac, con la possibilità di ulteriori estensioni. Si chiedeva anche al segretario generale Onu e al direttore generale Opac di presentare entro 20 giorni proposte su struttura e metodologia di lavoro del team di esperti, come richiesto da Mosca. 

«Mettendo il veto al rinnovo del meccanismo investigativo congiunto di Nazioni Unite e Opac, la Russia ha mandato un chiaro messaggio che non dà valore alle vite delle vittime degli attacchi con armi chimiche (in Siria, ndr) e non ha rispetto dei ragionevoli standard di condotta internazionale sull'uso di tali armi»: l'accusa contro Mosca è contenuta in una nota della Casa Bianca dopo il veto russo. «Gli Usa - prosegue la nota - non cesseranno di fare pressione sul consiglio di sicurezza dell'Onu per rinnovare il mandato» del meccanismo investigativo congiunto di Nazioni Unite e Opac «in modo che possa continuare il suo importante lavoro di identificazione degli autori di odiosi attacchi con armi chimiche, cercare giustizia per le vittime e mandare un chiaro messaggio che l'uso di armi chimiche non sarà tollerato da nessuno, da nessuna parte».
Sabato 18 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 15:30

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3 di 3 commenti presenti
2017-11-18 23:07:31
Penso che sia tempo di smetterla di andare addosso al Presidente siriano Assad e che sia tempo anche di fare pressioni, s'è necessario militari, su Israele, e questo lo farà ,credo, presto la Russia, per la restituzione alla Siria delle alture del Golan.E' qui', infatti, e precisamente nella zona demilitarizzata,che cominciano a sentirsi rumori di sciabole.
2017-11-18 12:56:54
1) le armi chimiche siriane sono state distrutte su iniziativa russa, 2) i laboratori di produzione delle armi chimiche siriani sono stati ispezionati dall'agenzia internazionale preposta e trovati demoliti, 3) Italia, Olanda e Francia che hanno fornito precursori per armi chimiche ad Al Qaeda in Siria, come da stock scoperti dall'esercito siriano, dovrebbero fornire spiegazioni. 4) investigazioni sul luogo nel caso del primo attacco chimico rivelarono che fu un attacco originato dai terroristi, 5) l'inchiesta dell'ONU si rifiuta di recarsi sul posto ma si basa solo su social media e materiale fornito da Al Qaeda.
2017-11-18 08:42:01
una indagine sul salvataggio da raqqa, siria, di membri dell'isis, e loro famiglie, ad opera della coalizione usa quando la chiederanno gli usa? le armi chimiche usate in siria per varie stragi sono di produzione occidentale, cedute ai soliti al nusra , ex al qaeda, e sono servite solo a riutilizzare quel mezzuccio ormai noto della "pistola fumante" nelle mani del nemico da colpire, che altro mezzo non è che il pretesto messo in piedi dagli usa contro saddam hussein, che criminale lo era ma era anche cittadino onorario degli usa.
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