Regeni, la salma arrivata a Roma. Gentiloni: siamo lontani dalla verità

È atterrato poco dopo le 13:40 all'aeroporto di Fiumicino l'aereo di linea della Egypt Air proveniente dal Cairo che ha riportato in Italia la salma di Giulio Regeni, il ricercatore universitario trovato morto tre giorni fa.

«A quanto risulta dalle cose che ho sentito sia dall'ambasciata sia dagli investigatori italiani che stanno cominciando a lavorare con le autorità egiziane, siamo lontani dal dire che questi arresti (i due annunciati dal governo egiziano ma non confermati, ndr) abbiano risolto o chiarito cosa sia successo. Credo che siamo lontani dalla verità», ha detto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.

Ad accogliere il carro funebre che trasporta il feretro di Giulio giunto davanti al cerimoniale di Stato c'erano anche i genitori: la madre Paola che ha salutato con un bacio il feretro del proprio figlio e il papà Claudio che ha rivolto un cenno di saluto indirizzato alla bara. Presente tra gli altri il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Nella struttura dello scalo romano destinata ad ospitare capi di Stato e di governo, oltre al ministro della Giustizia Orlando, il senatore Pier Ferdinando Casini e il responsabile dell'unità di crisi della Farnesina, Claudio Taffuri, si sono intrattenuti in una saletta per circa un'ora insieme con i genitori del giovane ricercatore ucciso. È

durato circa un'ora invece il disbrigo delle formalità burocratiche legate al rimpatrio della salma. A quanto si è appreso, le operazioni sono state coordinate dalla polaria di Fiumicino, alla presenza degli uomini del Ros dei carabinieri e dello Sco della polizia. Il corteo funebre ha lasciato alle 15.04 lo scalo romano diretto all'Istituto di Medicina legale della Sapienza per l'esame autoptico.

Paola e Claudio, i genitori di Giulio Regeni, sono rimasti stretti accanto l'un altro. Seguiti un passo indietro dal ministro Orlando e dal senatore Casini, si sono soffermati un paio di minuti davanti al feretro, inchinandosi ed accarezzandolo. Quindi, i genitori sono saliti a bordo di un Suv nero, che ha seguito il carro funebre verso l'Istituto di Medicina legale della Sapienza. 


A conferma di quanto si era appreso già ieri, le fonti hanno precisato che il feretro era stato portato già nel tardo pomeriggio di ieri dall'ospedale italiano del Cairo ad una cella frigorifera dell'aeroporto per espletare pratiche burocratiche.

Le due persone fermate ieri nell'ambito delle indagini sono state rilasciate. Lo riferiscono fonti della sicurezza al Cairo limitandosi a sottolineare che si trattava di «sospetti» nei confronti dei quali non è stata formalizzata alcuna accusa che giustificasse un arresto.
Sabato 6 Febbraio 2016 - Ultimo aggiornamento: 22:20

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5 di 11 commenti presenti
2016-02-06 17:44:51
Incosciente e sprovveduto il povero Giulio(rip), sono troppi i ns. giovani che vanno sui luoghi pericolosi perche'? O muoiono o dobbiamo pagate noi i riscatti!!! Poi un ragazzo che scrive per Il Manifesto e' comunque in pericolo, sempre....... Ukunda
2016-02-06 19:14:21
Quando capiremo che non si puo' piu' andare in paesi pericolosi come l'Egitto? Bisogna isolarli dal mondo civile e non avere piu' contatti con loro. Forse allora si sveglieranno dal loro torpore animalesco.
2016-02-06 19:41:28
Andare a studiare in egitto non √® pericoloso, come non √® pericoloso scrivere per il Manifesto se sei un giornalista di quel giornale √ą pericoloso invece intromettersi nella politica di un paese dove uno √® ospite.
2016-02-06 20:07:59
Al Sisi quello che Renzi ha definito un grande statista e un mascalzone, che è andato al potere defenestrando il presidente regolarmente eletto dagli Egiziani, non contento di ciò lo ha condannato a morte, se l'Italia ha un minimo di dignità deve ritirare l'ambasciatore al Cairo, solo dagli uomini al potere può venire un simile crimine, che hanno tentato di spacciare per un incidente stradale ,il problema è che l'Italia di Renzi in quanto a dignità è a dir poco carente
2016-02-06 20:27:38
Certo se non c'e' democrazia in un certo paese non ci si puo' intromettere. Mi risulta comunque che in Italia ci si intromette e come. Questa e' la differenza tra un paese incivile e uno democratico come il nostro.
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