A Parigi arriva il portierato di quartiere, un "concierge" per risolvere qualsiasi problema

L’edicola si trova nel cuore di Parigi, a due passi dalla place de Vosges e di fronte alla chiesa di Saint Paul, nel Marais, e non vende giornali, ma soluzioni di problemi. In meno di dieci mesi, "Lulu dans ma rue", di problemi ne ha risolti più di 4000 : ha montato tende, innaffiato piante, aiutato bambini a fare i compiti, fatto le pulizie, preparato cene, riparato rubinetti, portato la spesa su per cinque piani senza ascensore, spesso ha soltanto tenuto compagnia a un anziano che si sentiva solo.

Lulu dans ma rue (Lulu nella mia strada) è il nome del primo portierato di quartiere, esiste dalla primavera dell’anno scorso, ha il sostegno del comune di Parigi ed è un successo: nei prossimi mesi altri chioschi risolvi problemi apriranno in altri quartieri della città. L’idea è venuta a un economista prodige, Charles-Edouard Vincent, passato per Polytechnique e la Stanford university e oggi, a 42 anni, insegnante di economia sociale nella più prestigiosa scuola di commercio di Francia, HEC :
«abbiamo voluto ridare umanità alla vita quotidiana. Lulu dans ma rue è un portierato di quartiere. L’obiettivo è di risolvere piccoli e anche un po’ più grandi problemi degli abitanti del quartiere».

Il sistema è semplice. Gli abitanti del quartiere possono telefonare, inviare una mail o semplicemente passare all’edicola. Spiegano di cosa hanno bisogno e il portiere di turno trova il Lulu che fa al caso loro, l’uomo o la donna (idraulico, pollice verde, esperto informatico, studente, pensionato, ex disoccupato, magari il vicino di casa) in grado di svolgere il lavoro richiesto. Le tariffe sono modiche: tra i cinque e i dieci euro per venti minuti (in caso di piccoli interventi), o allora dei forfait concordati in anticipo, il tutto detraibile dalle tasse al cinquanta per cento.
LunedƬ 15 Febbraio 2016 - Ultimo aggiornamento: 21-02-2016 13:46

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COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2016-02-19 13:57:27
da noi ti farebbero aprire la partita iva e le spese sostenute non sarebbero detraibili
2016-02-19 09:31:51
Non mi dispiace questa iniziativa, spero che alcuni dei nostri giovani dissocupati copiano questa idea.
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