Nigeria, rapito ingegnere italiano
Il suo datore: pronti a pagare riscatto

In rosso nella mappa la regione del Kwara in Nigeria
ROMA - La Farnesina ha comunicato che un ingegnere italiano, Modesto Di Girolamo, è stato rapito in Nigeria nella regione settentrionale del Kwara. Tutti i canali diplomatici sono stati attivati, l'unità di crisi della Farnesina è in contatto con le autorità ad Abujia. La famiglia del rapito è stata avvertita. Modesto Di Girolamo è abruzzese e vive a Rocca di Cambio, nell'Aquilano.

Lunedì scorso il rapimento. A compiere il sequestro, secondo la polizia nigeriana, sarebbero stati uomini armati non identificati. L'ingegnere, che lavora per la società edile torinese Borini&Prono Construction, è stato sequestrato lunedì scorso a Ilorin, capitale del Kwara, mentre stava monitorando un progetto di drenaggio di una strada avviato dal governo della Nigeria nel nord del Paese. «Il comando di polizia ha avviato un'indagine per liberare l'uomo rapito» ha detto il portavoce della polizia del Kwara, Fabode Olufemi, invitando chiunque abbia informazioni sul sequestro a riferirle agli agenti. Per ora non c'è stato ancora alcun contatto con i rapitori.

Terzi. L'incolumità di Modesto Di Girolamo, l' italiano rapito in Nigeria, è una «priorità assoluta». È quanto ha affermato il ministro degli Esteri Giulio Terzi in una telefonata con il collega nigeriano Olugbensa Ashiru. Terzi ha chiesto di astenersi da qualsiasi azione di forza che metta a rischio Di Girolamo. Il capo dell'Unità di crisi della Farnesina Claudio Taffuri si recherà in Nigeria per seguire direttamente la vicenda.

La famiglia: aspettiamo notizie. «Non sappiamo nulla - dice il figlio di Di Girolamo - Sappiamo solo che lunedì è stato rapito, ma la Farnesina non ci ha detto altro. Siamo in attesa di notizie».

La società edile in contatto costante con la Nigeria. «Siamo in contatto con le autorità e l'ambasciata italiana in Nigeria, e seguiamo con apprensione questa vicenda ma non chiedeteci altro - dicono alla Borini&Prono - Maggiore sarà la riservatezza maggiori saranno le possibilità che questa storia si risolva al meglio». La titolare, Daniela Prono, ai microfoni di Radio Capital, ha detto di essere pronta a pagare un riscatto. Nell'intervista, Prono risponde al giornalista che le chiede se si tratti di un sequestro per ottenere un riscatto: «Dipende dall'entità della cifra, ovviamente... ammesso che ci siano delle trattative. Per adesso non mi risulta niente, nessuno ha rivendicato niente di niente».

L'azienda. La Borini&Prono costruisce strade in Nigeria fin da 1952. È una spa dal 1934, ma le origini dell'impresa risalgono alla fine del 1800. Opera nel campo dell'edilizia residenziale e industriale, dei restauri, costruisce scuole ospedali, parcheggi, ponti e opere idrauliche. E' attiva in Italia e, attraverso società controllate o collegate, in Canada, Francia e Africa Occidentale.
Giovedì 31 Maggio 2012, 10:23 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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