Il New Yorker attacca l'Italia: «Perché ci sono ancora tanti monumenti fascisti?»

Il New Yorker, celebre magazine statunitense, prova a portare la "guerra delle statue" anche in Italia. Il periodico è stupito che nel Belpaese siano rimasti e siano visibili diversi simboli di era fascista, da monumenti a scritte a opere architettoniche, e si chiede come mai non siano stati negli anni eliminati. In un articolo pubblicato il 5 ottobre sull'edizione online, a firma di Ruth Ben-Ghiat, docente di storia e studi italiani presso la New York University, si sottolinea in particolare che mentre in altri paesi ci sia stata una certa determinazione nel rimuovere i segni di un regime in Italia molte di queste testimonianze sono state mantenute.
 

Si fa poi particolare riferimento al Palazzo della Civiltà Italiana all'Eur, che viene descritto come «una reliquia di un'aberrante aggressione fascista», e si nota come «lungi dal prendervi le distanze in Italia viene celebrato come una icona modernista», rimarcando quindi come nel 2004 fu riconosciuto come «sito di interesse culturale», nel 2010, fu completata una parziale ristrutturazione e cinque anni dopo la casa di moda Fendi vi trasferì il suo quartier generale. L'articolo segnalato sul profilo Facebook del magazine ha generato diversi commenti, tra cui alcuni critici dell'approccio dell'autrice e altri che sottolineando un possibile approccio diverso alla Storia tra Usa e Italia.
Domenica 8 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 10-10-2017 20:22

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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 182 commenti presenti
2017-10-16 12:04:37
A differenza di voi, cari Americani, noi abbiamo una storia. E ci teniamo a conservarla.
2017-10-16 09:17:38
E perchè negli States dopo Obama, democratico e liberale, si ritrovano un presidente bombarolo e guerrafondaio come Trump?
2017-10-11 13:51:19
Proprio non hanno nient'altro da fare... e vabbe', evidentemente hanno bisogno di sfogarsi costantemente contro qualcosa o qualcuno. Poretti...
2017-10-11 12:06:44
alberone e lolalola, mi dispiace, ma nessuno dei vostri commenti mi trova d'accordo e in parecchi casi li trovo spocchiosi. L'architettura monumentale del ventennio è, secondo me, molto bella mentre quella degli ultimi 60 anni è praticamente inesistente (ci dobbiamo accontentare degli impianti sportivi delle Olimpiadi del 1960 e dell'Auditorium). Quanto al giudizio sul ventennio, è tutto un altro discorso.
2017-10-11 14:53:09
Lungi da me dal volerti convincere a tutti i costi gortar, tuttavia voglio solo invitarti a riflettere: non sono un esperto di storia dell'arte, ho fatto solo un esame studiando su un libro di Argan che custodisco gelosamente. L'arte va compresa e capita conoscendo l'artista e il periodo storico; Bernini e Borromini ad esempio sebbene contemporanei dell'età barocca, erano caratterialmente profondamente diversi...e questo particolare ti fa apprezzare e capire meglio le loro opere. Se non conosci l'artista e il suo percorso non potrai mai capire l'arte astratta, il surrealismo, l'espressionismo ecc. Tornando all'epoca fascista nessuno si sogna di spianare l'Eur o il Foro Italico (togliere la scritta Mussolini e i fasci littori decisamente sì....), basta che sia chiaro che quel periodo storico non ha nulla a che fare con la grandezza e la magnificenza che Piacentini voleva trasmettere per espresso volere di Mussolini. Quando alle opere fine a se stesse poi sui gusti personali nulla quaestio ovviamente...
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