E' morto Nelson Mandela, aveva 95 anni: addio a Madiba, l'eroe della lotta all'apartheid

Nelson Mandela è morto a 95 anni. Il presidente del Sudafrica, Jacob Zuma, ha annunciato stasera in un commosso discorso televisivo alla nazione la scomparsa del suo predecessore, eroe della lotta all'apartheid nel Paese. Zuma ha ordinato il lutto nazionale.

L'ANNUNCIO DEL PRESIDENTE ZUMA


Nelson Mandela «avrà funerali di Stato». Le bandiere saranno a mezz'asta in tutto il Paese da domani al giorno delle esequie. «La sua anima riposi in pace. Dio benedica l'Africa», ha detto ancora Zuma. Una folla si sta radunando sotto l'abitazione della famiglia Mandela, a Johannesburg, per rendere omaggio a Madiba. Le immagini in diretta dalla Cnn mostrano molte persone in lacrime, tra cui molti giovani.


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In Sudafrica, dopo l'annuncio della morte di Madiba, ha parlato l'ultimo presidente bianco, Frederik De Klerk, che a Mandela restituì la libertà e che poi con lui ha diviso il Nobel per la Pace. «Grazie a Mandela la riconciliazione in Sudafrica è stata possibile», gli ha reso onore in un'intervista telefonica alla Cnn. I vecchi compagni dell'African National Congress - il suo partito - lo hanno a loro volta ricordato così: «Un colosso, un esempio di umiltà, uguaglianza, giustizia, pace e speranza per milioni» di uomini e donne. «Abbiamo imparato a vivere insieme e a credere in noi stessi», ha fatto eco un altro Nobel per la pace sudafricano, il vescovo anglicano nero Desmond Tutu.

«Ora è libero per sempre»: così Mohamed Alì, il più grande pugile di tutti i tempi e grande combattente contro la discriminazione dei neri nel mondo, ricorda Nelson Mandela. «Ha ispirato gli altri per raggiungere anche quello che appariva impossibile - afferma Alì - e li ha spinti a demolire le barriere che li tenevano in ostaggio mentalmente, fisicamente ed economicamente». «Quello che ricorderò di Mandela - aggiunge - è che è stato un uomo il cui cuore, la cui anima e il cui spirito non possono essere limitati alla lotta contro le ingiustzie razziali ed economiche. Ha insegnato a tutti noi il perdono, invece dell'odio e della vendetta».

Anche la 'perla nera' del calcio, il leggendario Pelè, ricorda in queste ore Nelson Mandela. «È stato il mio eroe e un mio compagno nella lotta in favore della causa del popolo e della pace nel mondo», ha twittato l'ex campione brasiliano. Ora, ha esortato, bisogna «continuare la sua opera».

Nelson Mandela, morto oggi a Johannesburg a 95 anni, è stato il simbolo dell'ultima lotta dell'Africa nera contro l'estremo baluardo della dominazione bianca nel continente. Un uomo cresciuto nello spietato regime dell'apartheid razzista che oppresse il Sudafrica dal 1948 al 1994; un leader che ha abbracciato e guidato la lotta armata, ha trascorso quasi un terzo della vita in carcere e ne è uscito come un 'Gandhi nero', che con il suo messaggio di perdono e riconciliazione ha saputo trattenere il suo Paese dal precipitare in un temuto baratro di vendetta e di sangue.

Nelson Mandela è stato un simbolo nella lotta al razzismo e «una delle più grandi figure politiche dei nostri tempi». Sono le parole che l'Unione Europea dedica stanotte, per bocca del presidente dell'Ue Herman Van Rompuy e del presidente della Commissione Jose Manuel Barroso, alla memoria dell'ex leader sudafricano scomparso. «Egli ha donato a tutti una lezione essenziale in materia di riconciliazione, di transizione politica, di trasformazione sociale», scrivono i due, ricordando come Mandela abbia fatto del Sudafrica «la nazione democratica che è oggi», rappresentando al contempo un modello per il mondo nella «lotta al razzismo, alla violenza politica e all'intolleranza». «L'Africa perde suo padre, il mondo un eroe», commenta a sua volta il presidente dell'Europarlamento Martin Schulz.

In memoria di Nelson Mandela, la Fifa ha disposto che sia osservato un minuto di silenzio prima dello svolgimento del prossimo ciclo di partite internazionali e che le bandiere dei 209 stati membri presso la sede della Federazione siano poste a mezz'asta. Il presidente della Fifa Sepp Blatter, in Brasile per il sorteggio per la Coppa del Mondo 2014, ha subito reso omaggio all'ex presidente sudafricano, premio Nobel per la Pace, definendolo «una persona straordinaria, probabilmente uno dei più grandi uomini del nostro tempo e un mio caro amico» e ha espresso profondo dolore per la morte del leader sudafricano. Il n.1 del calcio mondiale, in una nota, ricorda come uno degli episodi più commoventi cui abbia assistito quando Mandela fu «onorato e acclamato dalla folla» allo stadio di Johannesburg l'11 luglio 2010, in occasione della finale del Mondiale. «Era come un uomo del popolo, un uomo entrato nel loro cuore», ha sottolineato. «L' uomo che ha fatto della riconciliazione il tema della sua presidenza aveva anche conquistato molti bianchi quando ha indossato la maglia della nazionale di rugby sudafricana, un tempo simbolo della supremazia bianca, nella finale della Coppa del Mondo di rugby, all'Ellis park di Johannesburg, nel 1995», ha ricordato ancora Blatter. «Nelson Mandela rimarrà nei nostri cuori per sempre. I ricordi della sua straordinaria lotta contro l'oppressione, il suo incredibile carisma ed i suoi valori positivi vivranno in noi e con noi», ha concluso.
Giovedì 5 Dicembre 2013, 23:03 - Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre, 15:21
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02:17:00, 2013-12-06
onore ad un grande uomo
onore ad un grande uomo, che come a Gandhi, ha risposto alla violenza con la pace
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