Libia, nella cella degli italiani i passaporti del capo dell'Isis

di Valentina Errante e Cristiana Mangani
A fine serata, la trattativa andata avanti per tre giorni e giocata su più tavoli, compreso quello mediatico, sembra finalmente a una svolta. Ieri sera, il tribunale di Sabratha si apprestava a firmare il nulla osta per lasciar partire i corpi di Salvatore Failla e Fausto Piano. Le due salme potrebbero arrivare in Italia questa mattina stessa, forse accompagnate da un medico libico di fiducia del tribunale cittadino. Una mediazione lunga e complessa, seguita direttamente dal premier Renzi, dal sottosegretario con delega all'intelligence Marco Minniti e dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Gli italiani avrebbero ottenuto un accordo su un punto delicato, citato dolorosamente dalla vedova Failla: i due corpi non sarebbero stati toccati, l'autopsia, appunto si terrà in Italia. «So che la signora Failla - ha detto Francesco Caroleo Grimaldi, avvocato della vedova - si è sentita con il ministro Gentiloni, che le ha detto che lo Stato si sarebbe mosso per evitare questo sfregio dell'autopsia in Libia. Non si sa neanche se si riuscirà ad evitare l'autopsia, che la signora Failla avverte come un oltraggio». La linea italiana è stata quella di affidare al capo della Farnesina la dichiarazione ufficiale («entro e non oltre martedì», ha detto) e non muovere più la barra.
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Marted├Č 8 Marzo 2016 - Ultimo aggiornamento: 11:01

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