La Colombia perde il primato sulla cocaina
I narcotrafficanti puntano su oro e smeraldi

di Anna Guaita
NEW YORK - Oro e smeraldi. I boss del narcotraffico in Colombia, puntano sempre di più sul traffico di gemme e metalli preziosi, anzichè sulla cocaina.
I numeri. Difatti, secondo i dati resi noti dall’United Nations Office of Drugs and Crime, il braccio dell’Onu che si occupa di crimine e droga, la produzione della coca in Colombia è calata di un terzo dal 2001: gli ettari coltivati sono passati da 64 mila a 48 mila. La Colombia perde lo scomodo primato di essere la più grande produttrice mondiale di cocaina e scende al secondo posto, dopo il Perù, mentre al terzo rimane la Bolivia. La droga prodotta dalla Colombia è destinata al mercato statunitense. Quella peruviana e boliviana invece prende la strada del Brasile e dell’Argentina e infine dell’Europa.

In Colombia c’è un’alleanza fra le autorità locali e quelle americane, e insieme le due operano un aggressivo programma di eradicazione delle foglie di coca tramite l'aspersione di pesticidi via aerea. Ma a contribuire al calo progressivo della produzione intervengono anche altri fattori: la maggior presenza di polizia e militari nelle aree a rischio, il programma di eradicazione a mano, pianta per pianta, delle coltivazioni, la rieducazione dei contadini verso diverse colture, e l’aumento dei costi per la raffinazione delle foglie di coca in cocaina. Proprio per questo insieme di difficoltà, i narcotrafficanti si sono messi a cercare altre strade per finanziare le loro associazioni criminali. E stanno approfittando di un indebolimento del monopolio delle miniere, che per tanti anni sono state nelle mani dei ”baroni degli smeraldi”.

I boss del narcotraffico. Ultimamente uno dei grandi boss del settore, Victor Carranza, è morto di cancro. Un suo rivale, Pedro Ortegon, è stato ucciso per strada, da un giovane sicario che non ha rivelato il nome del mandante. La vecchia tregua pacifica che per tanto tempo ha dominato il mondo dell’estrazione dell’oro e degli smeraldi – e che era stata mediata dalla chiesa cattolica - sta crollando, e nella confusione si stanno inserendo i narcos. Per di più il commercio dell’oro e soprattutto degli smeraldi, di cui la Colombia è la più ricca produttrice mondiale, non presenta neanche le difficoltà del commercio della droga. Il calo nella produzione non deve comunque far pensare che siamp definitivamente avviati verso la soluzione di questo cancro. In realtà, spiega ancora l’Onu, ci sono aree della Colombia quasi intoccabili, dove i satelliti mostrano una produzione di foglie di coca molto florida, nelle province di Norte de Santander, Choco e Chaqueta.

Qui, i narcos, fra i quali vanno incluse anche le bande dei guerriglieri Farc, ricorrono a mine antiuomo, per impedire alla polizia di strappare le piante con le mani. Mentre nelle piantagioni lungo il confine con l’Ecuador, nella regione di Tumaco, non si possono usare i pesticidi, perché il Paese confinante ha denunciato l’inquinamento delle sue aree agricole.
Venerdì 9 Agosto 2013, 18:59 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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