Kushner: «Gerusalemme capitale di Israele? Trump sta decidendo». Monito di Abu Mazen

Donald Trump non ha ancora preso una decisione definitiva sul riconoscimento di Gerusalemme come «capitale indivisibile» di Israele. «Sta ancora valutando i fatti» dice Jared Kushner, il cognato-consigliere del presidente alla sua prima uscita pubblica dopo l'ammissione di colpevolezza di Michael Flynn e gli ultimi sviluppi sul Russiagate. «Quando avrà preso una decisione, sarà lui a volerla annunciare», aggiunge. Kushner appare rilassato. «Cerco di non farmi infastidire» dalle indiscrezioni dei media.

«Questa è la politica. C'è chi è bravo con la stampa, io punto a realizzare i piani» dice nel suo unico accenno ai fatti recenti. Il marito di Ivanka sarebbe - secondo indiscrezioni - l'esponente del transition team di Trump che avrebbe diretto l'ex consigliere alla sicurezza Flynn a contattare i russi. Una indiscrezione che, se si rivelasse vera, lo catapulterebbe al centro dell'inchiesta del procuratore speciale Robert Mueller. Al Brooking Institute Kushner parla solo di pace in medio oriente, un obiettivo che gli sta a cuore.

«È raggiungibile» dice. «Non riteniamo l'accordo di pace come un pezzo di carta da firmare e poi sperare che tutto vada bene. Siamo concentrati sul dopo» la firma, aggiunge. Ma l'attenzione del pubblico è soprattutto per Gerusalemme: Trump potrebbe annunciare fra martedì e mercoledì il riconoscimento della città come capitale di Israele, aprendo la strada per un futuro trasferimento dell'ambasciata, che la momento si trova a Tel Aviv.

Un annuncio non privo di tensioni: difficilmente infatti non verrà considerato un vero e proprio affronto dai palestinesi, secondo i quali Gerusalemme est dovrebbe essere la capitale del loro futuro stato. Il presidente palestinese Abu Mazen lo ha detto chiaramente: il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele potrebbe distruggere i nascenti sforzi di pace della Casa Bianca nell'area del Medio Oriente. «Costituirebbe una minaccia per il futuro del processo di pace ed è inaccettabile» spiega senza mezzi termini
Domenica 3 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 04-12-2017 16:38

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3 di 3 commenti presenti
2017-12-05 22:18:54
Donald Trump,con l'annunzio del trasferimento dell'ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme,non solo mette la pietra tombale su un possibile processo di pace tra Israele e Palestina,con il riconoscimento di uno stato Palestinese, con parte di Gerusalemme come capitale,ma rilancia la questione ebraica, senza volerlo. Israele festeggia, ma da domani il tribunale del mondo, le grandi religioni cristiana e buddista lo porrà sul banco degli imputati, perché ,se non lo facesse,non l'imbelle mondo arabo, eccetto la Turchia, ma un miliardo d'islamici si solleverebbero contro,avendo tutte le ragioni per farlo. E mi si consenta un'accenno a Matteo Salvini,che vittima di un sillogismo semplicistico: i palestinesi sono islamici,gli immigrati sono islamici, gli italiani odiano gli immigrati islamici, io mi schiero in favore di Israele, il nemico degli islamici,quindi ho i voti di tutti quelli che sono contro l'immigrazione,, dimostra l'assoluta inidoneità a fare politica,insultando , nel contempo, milioni d'Italiani, ai quali la Palestina sta a cuore.
2017-12-05 19:49:41
Vogliamo riflettere. Tutti diciamo che il trasferimento dell'ambasciata americana a Gerusalemme, che significa, di fatto . il suo riconoscimento come capitali d'Israele,mettendo nell'angolo le Nazioni Unite, mette la pietra tombale su uno stato palestinese o meglio sul processoo di pace per arrivarvi. Ma attualmente il processo di pace é soltanto un'eufemismo, che soltanto ,riconosciuto come tale,può diventare altro. Trump con questa mossa lancia un masso nello stagno e ,il mondo islamico, la più numerosa religione del mondo o si genuflette o combatte. Ho già escluso che il mondo arabo possa combattere, salvo la Turchia, l'iran e i derelitti palestinesi.ma l'Islam combatterà e risolverà, a suo modo, la questione ebraica, salvo che non lo faccia subito l'Europa..
2017-12-04 06:11:23
Jared Kushner è il genero, non il cognato di Trump.
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