«Frattini alla Nato»,
la mossa di palazzo Chigi

Franco Frattini
ROMA - Dopo Mario Draghi un altro italiano potrebbe occupare una poltrona di peso nello scacchiere internazionale. Mario Monti mercoledì a Bruxelles ha ufficializzato, attraverso l’ambasciatore Riccardo Sessa, la candidatura di Franco Frattini a segretario generale della Nato. L’ex ministro degli Esteri potrebbe succedere al danese Anders Fogh Rasmussen nel 2014. «Frattini è un candidato forte, ha molte probabilità di ottenere il prestigioso incarico», dicono a palazzo Chigi.

Monti, prima di procedere al passo ufficiale in occasione della riunione del Consiglio permanente dell’Alleanza atlantica, ha sondato Giorgio Napolitano. E, a colpi di telefonate, ha ottenuto il via libera di Silvio Berlusconi, Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini, i leader della sua maggioranza.

Fonti diplomatiche italiane a Roma e a Bruxelles danno come «probabile» la nomina di Frattini. «Perché l’Italia non ha un segretario generale della Nato dal 1971», quando in quell’incarico sedeva Manlio Brosio. E perché «il curriculum di Frattini è di tutto rispetto». L’esponente del Pdl è stato per due volte ministro degli Esteri, prima ancora ha svolto il compito di Commissario europeo per la giustizia e la sicurezza e di vicepresidente della Commissione di Bruxelles. In più Frattini ha presieduto il delicato Comitato per la sicurezza interna (Copaco).

La strada che dovrebbe portare l’ex ministro alla guida della Nato non è però breve. Mercoledì a Bruxelles il Consiglio Nato era chiamato a discutere della proroga chiesta da Rasmussen. L’attuale segretario generale dell’Alleanza atlantica scade nel luglio del 2013, ma visti gli impegni militari della Nato in Afghanistan e in altre aree di crisi, Rasmussen ha chiesto di restare al suo posto per «alcuni mesi, meglio un anno». Tutti i rappresentanti permanenti, compreso l’ambasciatore Sessa, hanno dato l’assenso di massima alla proroga. E in questa occasione il rappresentante italiano, su incarico di Monti, ha ufficializzato la candidatura di Frattini.

Le reazioni degli ambasciatori degli altri Paesi, a quanto trapela dalla sede dell’Alleanza atlantica, sarebbero state favorevoli. Tanto più che Monti aveva provveduto a sondare preventivamente le cancellerie europee, a cominciare da Angela Merkel.
A questo punto, secondo la strategia dei nostri diplomatici, quando alla prossima riunione del board della Nato verrà concessa ufficialmente la proroga a Rasmussen, l’Italia punterà a strappare un accordo politico che faccia di Frattini il «successore certo» del segretario generale uscente. Roma è convinta di poter godere anche della benevolenza di Rasmussen: nel 2009 Berlusconi durante una cerimonia in pompa magna della Nato a Strasburgo (presente Obama) telefonò, facendo attendere una spazientita Merkel, al premier turco Tayyp Erdogan per convincerlo a sostenere l’ex premier danese. E ci riuscì.
Sabato 15 Settembre 2012, 11:35 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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