Felipe, già le prime parole da re: «La Spagna resti unita». Sette spagnoli su dieci favorevoli all'abdicazione di Juan Carlos

Impegno a non lesinare «sforzi» al servizio della nazione, rispetto del «procedimento parlamentare» e un appello perchè la Spagna resti unita.

Tecnicamente non è ancora re e mancano due settimane per la proclamazione davanti alle Cortes, ma nel suo primo discorso pubblico dopo l'abdicazione del padre, Juan Carlos, il principe Felipe, accompagnato dalla moglie Letizia, ha assunto un contegno da sovrano per dirigersi agli spagnoli e indicare quelli che saranno i punti fermi del suo mandato come capo dello Stato.



In occasione della consegna del premio Principe de Viana per la cultura allo storico cappuccino Tarcisio de Ascona, nel monastero di Leyre, in Navarra, nel suo stile sobrio e serio, appena mitigato dall'emozione per il lungo applauso che lo ha accolto, ha fatto più volte riferimento al suo futuro. «Permettetemi di rispettare il procedimento parlamentare iniziato», ha esordito.



Poi ha ribadito «l'impegno e la convinzione» a dedicare «tutte le forze, con speranza e entusiasmo, all'appassionante compito di continuare a servire gli spagnoli, la nostra amata Spagna, una nazione, una comunità sociale e politica unita e diversa che affonda le radici in una storia millenaria». Il principe delle Asturie ha ricordato che «in periodi di difficoltà come quelli che attraversiamo, l'esperienza di tempi passati plasmata nella storia ci insegna che solo unendo i nostri sforzi, anteponendo il bene comune agli interessi particolari» la Spagna riuscirà ad «avanzare verso scenari migliori».



Al futuro monarca, il primo dei Borbone con studi accademici, che dall'età di 8 anni ha studiato per diventare re, è affidato il compito di risollevare le sorti della monarchia, incarnare il rinnovamento generazionale e fare da garante all'unità del Paese. Una delle sfide più importanti che Felipe VI ha davanti è quella della Catalogna, che ha convocato un referendum indipendentista per il prossimo 9 novembre. Ma non è l'unica: lunedì, quando ha abdicato, suo padre Juan Carlos ha espresso l'auspicio che «la nuova generazione» alla quale lascia il passo dia l'impulso necessario a superare la crisi che investe l'economia, la politica e la società spagnole.



E il principe delle Asturie ha indicato «il cammino che tutti, responsabili istituzionali, agenti sociali ed economici, enti e cittadini dobbiamo mantenere per affrontare con decisione il futuro ed ampliare il campo della speranza che si apre davanti a noi». Poi, dopo aver incrociato sguardi complici e sorridenti con Letizia, ha ammiccato anche all'infanta Leonor, erede al trono, che a 7 anni comincerà a sua volta a studiare da monarca - con formazione militare inclusa - e che, una volta che il padre sarà proclamato re, assumerà il titolo di principessa delle Asturie, di Girona e, come ha ricordato Felipe, anche di Viana.




Gli spagnoli approvano l'abdicazione di Juan Carlos. La maggioranza degli spagnoli approva l'abdicazione del re Juan Carlos e quasi 9 su 10 considerano Felipe preparato per essere capo dello Stato. È quanto si evince da un sondaggio realizzato da GAD3 fra lunedì e martedì, immediatamente dopo l'annuncio della rinuncia del monarca al trono, pubblicato oggi dal quotidiano conservatore ABC.



Quasi 7 intervistati su 10 considerano che la scelta di Juan Carlos sia positiva per gli interessi della Spagna e servirà a rafforzare l'istituzione monarchica, che negli ultimi anni ha segnato una progressiva caduta di gradimento nell'opinione pubblica. Secondo il barometro di aprile dello statale Centro di ricerche sociologiche (Cis), la monarchia ha un grado di fiducia di 3,7 punti in una scala da 0 a 10, rispetto al 5,3 che registrava nel 2010.



L'88% degli intervistati nel sondaggio di ABC considera Felipe pronto per assumere le nuove funzioni, una maggioranza che - sottolinea il quotidiano - coincide con quella parlamentare che approverà il progetto di legge organica di successione, approvato del governo e trasmesso alle camere. Il 71% degli spagnoli concorda inoltre sul ruolo avuto da Juan Carlos come «primo ambasciatore» della Spagna all'estero.
Giovedì 5 Giugno 2014 - Ultimo aggiornamento: 23:53

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