Messico, arrestato narcotrafficante El Chapo, era fuggito da super carcere

Due volte è scappato, ma due volte lo hanno ripreso: Joaquin «El Chapo» Guzman, il boss del cartello di Sinaloa considerato il più ricco e potente narcotrafficante del mondo, è stato catturato oggi da uomini della Marina militare messicana a Los Mochis, una cittadina sotto il controllo della sua organizzazione criminale. «Missione compiuta!», ha esultato il presidente Enrique Pena Nieto, annunciando per primo su Twitter l'arresto del Chapo. La sua fuga dal carcere di massima sicurezza di El Altiplano nel luglio scorso, infatti, aveva posto in forte imbarazzo il suo governo, a causa delle evidenti complicità sulle quali aveva potuto contare il superboss per organizzare una evasione rocambolesca, attraverso un tunnel sotterraneo lungo un chilometro e mezzo.
 


Secondo le prime ricostruzioni dei fatti, El Chapo è stato catturato al termine di un duro scontro a fuoco contro i suoi uomini, cinque dei quali sono morti nella sparatoria, durante la quale è rimasto ferito anche un militare. Era impegnato nella realizzazione di un film autobiografico, e per questo ha commesso passi falsi.
Lo ha rivelato il procuratore generale messicano Arely Gomez nel corso di una conferenza stampa all'aeroporto di Città del Messico, in cui ha detto che El Chapo aveva già preso contatto con attrici e produttori. Ora ha detto ancora il procuratore Gomez, El Chapo verrà ricondotto nella stessa prigione di Altiplano da dove l'11 luglio scorso è fuggito attraverso un tunnel sotterraneo lungo un chilometro e mezzo.
Una fuga spettacolare, che evidentemente secondo el Chapo meritava di essere raccontata in un film. Nell'operazione, hanno riferito fonti ufficiali, sono stati sequestrati quattro veicoli, dei quali due blindati, otto fucili, un lanciarazzi e una ingente quantità di dollari in contanti. L'opinione pubblica messicana ha così assistito per seconda volta a un copione già noto. Pena Nieto, infatti, aveva già annunciato l'arresto del Chapo Guzman su Twitter un'altra volta, nel febbraio del 2014, quando altri uomini della Marina militare avevano catturato il narcotrafficante a Mazatlan, una località costiera dello stato di Sinaloa, nel nordovest del Messico, poco lontano da Los Mochis.

El Chapo era già scappato 13 anni prima, nel 2001, da un altro carcere di massima sicurezza, questa volta quello di Puente Grande, a Jalisco, dove scontava una pena a 20 anni di carcere. Anche qui aveva corrotto i suoi guardiani. La sua seconda latitanza, invece, è durata meno di sette mesi, ed è stata piuttosto movimentata: lo scorso 16 ottobre le autorità avevano riferito di uno scontro a fuoco in una località non precisata dello stato di Sinaloa, durante il quale Guzman era rimasto ferito al volto, ma era riuscito comunque a scappare. Anche la seconda fuga del Chapo, insomma, lo ha riportato al cosiddetto Triangolo d'Oro, la remota regione agricola a cavallo fra Sinaloa, Durango e Chihuahua dove è nato 61 anni fa, e dove è ancora rispettato e temuto, come un signore feudale.

 
Venerdì 8 Gennaio 2016 - Ultimo aggiornamento: 09-01-2016 19:39

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