Del Grande incontra delegazione consolare, l'avvocato: «Detenzione illegale»

A quasi due settimane dal fermo in Turchia, al confine con la Siria, Gabriele Del Grande ha incontrato venerdì per la prima volta il console italiano e un legale turco, ma la strada per il suo rilascio sembra ancora irta di ostacoli. «Ci risulta che Gabriele stia bene, sta facendo uno sciopero della fame nutrendosi solo di liquidi. Ha comunque l'assistenza di un medico che io ho richiesto e ottenuto dalle autorità turche», ha spiegato il ministro degli Esteri, Angelino Alfano. «Prosegue il nostro lavoro diplomatico. Sono in costante contatto con le autorità turche per ottenere il rilascio nei tempi più rapidi possibili», ha assicurato il responsabile della Farnesina. Il caso però resta spinoso.

«Non ci è stata data alcuna informazione su eventuali capi di imputazione nei confronti di Gabriele. La sua detenzione è del tutto illegale. Non c'è nessun impedimento giuridico al rimpatrio, è un provvedimento punitivo», ha spiegato all'Ansa l'avvocato turco di Del Grande, Taner Kilic, esperto di diritti umani, dopo averlo incontrato nel centro di detenzione amministrativa di Mugla, sulla costa egea.

«Abbiamo chiesto di vedere il suo dossier, ci è stato negato. Al momento, il direttore del centro non ha nessuna informazione riguardo a una sua possibile espulsione», ha chiarito il legale, denunciando anche che «da 9 giorni, quando è stato trasferito a Mugla, Gabriele viene tenuto in isolamento». Sulla vicenda proseguono le pressioni diplomatiche nei confronti di Ankara. In Turchia trapela che a irritare le autorità locali sarebbe stato in particolare il comportamento del reporter durante i primi giorni di detenzione nella provincia di Hatay, alla frontiera con la Siria. Lì, Del Grande avrebbe avuto «contatti» non autorizzati con altri detenuti. E proprio su questo si starebbero concentrando in queste ore le verifiche delle autorità turche.

Dopo la visita «siamo più tranquilli», ha detto comunque il padre di Del Grande, Massimo: «Per ora, secondo quanto ci è stato spiegato, è prematuro parlare di un rimpatrio in tempi brevi, ma noi continuiamo a sperare». Un gesto di distensione è giunto intanto dall'ambasciatore turco in Italia, Murat Salim Esenli, che ha invitato il padre del reporter per un colloquio nella sede della missione diplomatica a Roma, auspicando «che la situazione delicata» che si è creata «possa essere rapidamente superata, tenendo in considerazione i forti e amichevoli legami tra i due Paesi alleati come la Turchia e l'Italia».

Nel frattempo, la mobilitazione non si ferma. Manifestazioni per chiedere la liberazione di Del Grande sono in programma anche nel fine settimana. Un impegno sollecitato nei giorni scorsi proprio dal reporter, che ora, come riferito dal suo avvocato, «vuole solo essere liberato e tornare in Italia».

Numerose associazioni, tra le quali Art.21, #NoBavaglio Casetta Rossa, Baobab, ZeroViolenza, manifesteranno sabato mattina dalle 11 in piazza del Quirinale per il rilascio di Del Grande di cui ricordano che «da anni si occupa di migrazioni, cercando di raccontare quella parte di mondo rappresentato da uomini e donne che cercano di scappare da guerre, e che chiedono all'Unione europea accoglienza e forse un destino diverso». L'iniziativa intende «sensibilizzare le autorità turche all'immediato rilascio di Gabriele chiedendo anche garanzie sulla sua incolumità come quella di moltissimi altri intellettuali, giornalisti, attivisti trattenuti e che possa essere accertata dagli organismi internazionali», sottolineano gli organizzatori. La rete Nobavaglio Pressing per bocca di Marino Bisso ha ripreso l'annuncio del presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, ricordando che «il prossimo due maggio ci sarà una nuova manifestazione in piazza per protestare contro il bavaglio turco. Speriamo in quell'occasione di avere Gabriele tra noi».




 
Venerd├Č 21 Aprile 2017 - Ultimo aggiornamento: 22-04-2017 14:19

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COMMENTA LA NOTIZIA
3 di 3 commenti presenti
2017-04-21 14:16:11
Differenza sostanziale, i 2 maro erano in missione ufficiale, un free-lance che entra in zona vietata ,in un paese in stato di emergenza dichiarata, si prenda i rischi del caso.
2017-04-21 13:28:41
Ma non siamo capaci di dare una lezione al nuovo sultano antidemocratico Erdogan?
2017-04-21 12:15:25
non vorrei sbilanciarmi, ma che facciamo la stessa figuraccia dei due Mar├▓
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