Terremoto in Messico, scosse di magnitudo 7.1: oltre 200 morti

Il coordinatore nazionale della Protezione civile messicana ha rivisto al rialzo il bilancio dei morti provocati finora dal terremoto in Messico rispetto alla stima fatta pochi minuti fa dal ministero dell'Interno. Secondo quanto ha reso noto in un tweet Luis Felipe Puente, le vittime accertate del sisma sarebbero oltre 200, di cui circa la metà nella capitale.

Ma il bilancio potrebbe arrivare a mille morti e provocare perdite economiche tra uno e 10 miliardi di dollari. È quanto si legge in una stima dell'US Geological Survey, l'istituto geologico Usa, che ha classificato come «arancione», cioè significativo, l'impatto del sisma per quanto riguarda le vittime. Mentre parla di «allarme rosso» per l'impatto economico.


La nuova scossa di terremoto ha colpito ieri dopo le 13 locali (le 20 in Italia) due volte con intensità di 6.8 gradi richter e 7.1. Numerose le costruzione crollate, diverse le persone ancora intrappolate: il bilancio è destinato a salire, secondo le autorità locali. «C'è gente intrappolata dentre», dice il sindaco. Colonne di fumo, panico e persone in strada. Crepe anche nello stadio Azteca.
 

Lo scorso 7 settembre un altro sisma aveva avuto un'intensità ancora superiore (8.2) e un bilancio di cento morti.

Due questa volta le scosse ravvicinate con epicentro nello stato di Puebla, un centinaio di chilometri a sud est della capitale che hanno spinto migliaia di persone in strada. La prima è stata registrata alle 13.14 (ora locale) di magnitudo 6.8 con epicentro a ovest di Chiattla de Tapia con profondità di 23 chilometri, due secondi dopo l'altra scossa a sud est di Axochiapan di magnitudo 7,1 con profondita di 57 chilometri.

Diverse persone sono rimaste intrappolate in un'officina auto nel quartiere Presidente Ejidales. «Volontari stanno cercando di soccorrerle», hanno precisato, sottolineando che nella zona c'è caos anche a causa delle fughe di gas, per cui la polizia chiede ai residenti di allontanarsi. «C'è inoltre molta paura per le repliche, questo è un terremoto che in città si è sentito persino più forte di quello del 1985».

«La priorità in questo momento è continuare a cercare chi è rimasto sotto le macerie e curare i feriti». È quanto ha detto il presidente messicano, Enrique Pena Nieto, in un messaggio trasmesso dalla televisione in cui si esorta la popolazione alla calma. «Entro il possibile, la popolazione rimanga nelle proprie case, se sono al sicuro, evitando di intasare le strade dove devono passare i mezzi d'emergenza», ha aggiunto il presidente messicano. «Purtroppo molte persone hanno perso la vita, compresi bambine e bambini, in scuole ed edifici», ha detto ancora Pena Nieto riferendosi al crollo della scuola di Città del Messico in cui sono morti almeno 21 bambini insieme a quattro insegnanti. Lo stesso presidente questa notte si è recato alla scuola Enrique Rebasamen, nel quartiere di Villa Coapa, dove le squadre di soccorso sono riuscite a mettere in salvo 11 bambini, mentre ancora 28 mancherebbero all'appello. «Il 40% di Città del Messico e il 60% dello Stato di Morelos è senza elettricità», a aggiunto il presidente Enrique Pena Nieto precisando che il sisma «rappresenta una dura e dolorosa prova per il Paese».

«Per favore, silenzio! Stiamo lavorando per salvare i piccoli!»: questo il grido dei responsabili della protezione civile messicana mentre, circondati dalla folla, tentano di trarre in salvo bambini rimasti sepolti sotto le macerie di una scuola di Città del Messico. I media locali trasmettono in diretta dall'esterno della scuola Enrique Rebsamen, nella zona di Coyoacan, completamente crollata per il terremoto. Almeno uno dei piccoli è stato tratto in salvo ma non si sa ancora quanti altri siano ancora intrappolati sotto le macerie.


L'aeroporto della capitale è stato chiuso per permettere le verifiche, mentre decine di pazienti sono stati evacuati dagli ospedali e le lezioni a scuola sono state sospese. 

Altre fonti riferiscono del crollo parziale della sede dell'Istituto Tecnologico di Monterrey, tra i principali atenei del paese, nell'esclusivo quartiere di Santa Fe nella capitale. Non ci sono feriti né persone intrappolate. Un ponte è crollato lungo l'autostrada tra Città del Messico e Acapulco.

 
 

La Farnesina. «Per il momento tra le vittime non ci sono italiani», ha detto l'ambasciatore italiano a Città del Messico, Luigi Maccotta, in un'intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche italiane. «Siamo in contatto permanente - ha aggiunto l'ambasciatore Maccotta - con la rete dei consoli onorari. Le zone più colpite sono quelle del centro e del sud. Queste rete funziona perché riusciamo ad avere notizie in tempi brevi». L'Unità di crisi della Farnesina «invita ad attenersi alle indicazioni delle autorità locali».

I danni
Le immagini delle tv mostrano facciate che si sgretolano a seguito della scossa e strade ingombre le macerie. Il presidente messicano Enrique Pena Nieto, che era in volo verso lo Stato di Oaxaca, colpito dal terremoto del 7 settembre scorso, è rientrato immediatamente a Città del Messico, dove ha convocato una riunione del Comitato per le emergenze. 

La testimonianza. Un edificio è crollato a Condesa, quartiere centrale di Città del Messico. «Ho visto cadere l'edificio, è parecchio alto, c'è molta gente dentro, non capisco perché non arrivino più aiuti», ha detto alla tv messicana una donna che vive davanti all'edificio crollato che si affaccia sulla strada Amsterdam angolo Laredo del quartiere Condesa. Sul posto c'è una catena di uomini che stanno rimuovendo le macerie.


Le forti scosse sono avvenute proprio nel giorno in cui nella capitale era in programma un'esercitazione antisismica in occasione del 32/o anniversario del devastante terremoto del 1985. Le scossa sono giunte dopo lo sciame sismico innescato dal devastante terremoto dello scorso 7 settembre con una magnitudo pari a 8,2 gradi Richter, anche se esperti locali non confermano che tra i due sismi ci sia un collegamento. La scossa odierna è stata avvertita chiaramente anche a Oaxaca, uno dei tre stati - insieme a Chiapas e a Tabasco - più colpiti 12 giorni fa.

Le altre città
Il terremoto ha provocato ingenti danni alla città storica di Cuernavaca, capitale dello Stato di Morelos, a sud di Città del Messico. Secondo la rete tv Excelsior, tra i monumenti danneggiati, il palazzo delle Cortes, la cattedrale, il palazzo del Governo. Danni anche all'autostrada che collega Cuernavaca a Città del Messico.
Martedì 19 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 21-09-2017 10:01

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5 di 30 commenti presenti
2017-09-21 09:11:19
E' Shock. I morti del terremoto non crescono ma i Tg non smettono una cronaca che ricorda Ischia ed Amatrice. Nonostante la narrazione dei vari Fido Dido dei Tg, una scossa di 7.1 in un'area metropolitana di 20 milioni e passa di cristiani ha fatto meno morti che ad Amatrice. Ieri sera a la7 Mentana come una bella shampista a Tele Lombardia Mediaset ci avevano provato. Anche Sky tg 24 si unisce al coro. "Messico in ginocchio. Strage di bimbi. Decine di edifici crollati. Ora dopo ora il bilancio dei morti peggiora. Per ora più di 200 o almeno 240 morti". Messico in ginocchio? 22 milioni di persone e 200 morti tu li chiami in ginocchio? Decine di crolli? Un terremoto 7.1 in una delle aree più densamente abitate e decine di crolli sarebbero tante? 4 milioni di utenze senza corrente........Ne sono crollati d più a Castelluccio. Ore dopo ore il bilancio peggiora? ma se sono sempre tra le 250 vittime del mattino ad almeno 245 della sera. In Italia, gli stessi che si indignano a Roma per le Volpi serial killer e la zanzare untrici, di fronte ad un paese meno sicuro ed avanzato del Messico, non trovano altro che tergiversare e farfugliare come è loro abitudine. Anche ci fossero 1000 morti che non ce ne saranno, l'Italia fa l'ennesima figura del paese dei cialtroni frignoni.
2017-09-20 14:35:46
vi prego qualcuno trovi una ragazza a Pruflas :)
2017-09-21 08:57:31
Chiedi in casa.
2017-09-20 14:17:37
dai oggi e dai domani con le esplosioni atomiche sotterrane e vuoi che la terra non reagisca, da qualche parte deve sfogare tutta quella potenza . ringraziamo di tutto ciò i vari idioti che governano i popoli.
2017-09-20 14:04:31
il mio commento è il terzo e credo inutile anche questo io non sò fare il buffone ma inoltre ho vissuto ben 30 anni della mia vita in quella capitale, i più sereni della mia vita e dei miei figli e non potreste mai capire ciò che provo.
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