Charlie, la famiglia del bimbo inglese su Twitter: «La lotta non è finita»

Mentre attende una nuova udienza all'Alta corte di Londra, lunedì, la famiglia del piccolo Charlie Gard fa sapere su Twitter che «la lotta non è finita». Dall'account charliesfight, Connie Yates e Chris Gard hanno ringraziato con vari tweet i loro sostenitori in tutto il mondo per il sostegno alla loro campagna, che punta ad avere la possibilità di sottoporre Charlie ad una terapia sperimentale. Domani, i due dovrebbero unirsi a quanti consegneranno al Great Ormond Street Hospital una petizione con 350.000 firme. «Un grazie ENORME a tutti voi che sostenete e diffondete la storia di Charlie! Per favore continuate! La lotta non è finita #charliegard», si legge in uno dei tweet. L'ospedale pediatrico londinese ha detto ieri di aver chiesto una nuova udienza all'Alta corte «alla luce di indicazioni per un potenziale trattamento della sua condizione»: il riferimento è a quanto ipotizzato da ricercatori dell'ospedale vaticano Bambin Gesù: una terapia a base di deossinucleosidi, molecole simili ai 'mattonì del Dna. Nel documento diffuso si afferma, sulla base di studi già comparsi su riviste scientifiche e di dati ancora non pubblicati, che queste molecole sono in grado di superare la barriera emato-encefalica, quella che separa i vasi sanguigni dal cervello, e quindi di avere effetto sull'encefalopatia che ha colpito il piccolo.
Sabato 8 Luglio 2017 - Ultimo aggiornamento: 09-07-2017 18:29

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