Il primo processo a Bill Cosby è un flop: giuria divisa, salta l'udienza

di Flavio Pompetti
NEW YORK Processo annullato per l'incapacità della giuria popolare di accordarsi su un verdetto. Il 79enne attore americano Bill Cosby è uscito ieri incensurato dall'aula del tribunale della Pennsylvania dove era accusato di aver drogato, molestato e stuprato una giovane donna quattordici anni fa. La giuria è stata sequestrata per cinque giorni e trenta ore di deliberazione, ma ieri all'inizio del sesto è tornata a confermare al giudice l'impasse che aveva già denunciato il giorno prima: non era possibile trovare unanimità di consenso per una condanna.

Il magistrato Steven O'Neill non ha potuto che prenderne atto e licenziare le parti. L'anziano attore una volta conosciuto per il carattere bonario e consolatorio che interpretava in televisione non ha avuto nessuna reazione all'annuncio del giudice. Appesantito dagli anni e dalla quasi totale cecità, Cosby ha lasciato l'aula appoggiandosi al braccio del legale che l'ha difeso, e con un bastone nell'altra mano. I suoi guai iniziati poco più di un anno fa con le rivelazioni a catena di donne che lo accusano di averle molestate, lo avevano condotto ad un passo da una condanna che lo avrebbe portato in carcere per almeno dieci anni. Al suo posto è stata la moglie Camille, sempre schierata a sua difesa anche di fronte alle accuse più infamanti, a lanciare un'astiosa denuncia del giudice, del procuratore Kevin Steele che aveva promosso il giudizio, e di gran parte della stampa che «ha disseminato malvage omissioni della verità, con lo scopo primario di creare sensazionalismo e profitti, a scapito di una vita umana».

Oltre cinquanta donne si sono fatte avanti nell'ultimo anno per denunciare un copione ripetitivo: il breve corteggiamento da parte dell'anziano e potente attore e manager televisivo; l'invito a casa, l'offerta di pillole rilassanti, e la scoperta qualche tempo dopo di essere state vittime di uno stupro. Il tribunale ha chiuso le porte in faccia a tutte le accusatrici per via della prescrizione del reato, tranne che alla canadese Andrea Constand, la direttrice di una squadra di pallacanestro universitaria della Pennsylvania.

LE PILLOLE CALMANTI
Cosby aveva ammesso la relazione, così come ha fatto in molti altri casi, ma si è difeso dicendo che il rapporto era stato consenziente, e che le pillole non erano lo psicotropo Qualude, del quale faceva comunque largo uso nei suoi approcci sentimentali, ma un generico calmante antinfluenzale. La donna ha ricordato in aula di essersi sentita paralizzata dopo averle ingoiate, spettatrice incapace di reagire ai palpeggiamenti e alla violazione subita dalle dita di Cosby. La difesa ha interrogato Constand per sette ore, e ha esposto diverse incongruenze nel suo racconto.

I due si erano scambiati 72 telefonate e tre visite prima di quell'appuntamento, e nella memoria di Cosby, avevano un rapporto romantico. La denuncia della donna è arrivata solo un mese dopo la serata che avevano trascorso insieme, e due mesi dopo averla presentata, Andrea era tornata a chiamare l'attore, per chiedergli due biglietti omaggio per uno spettacolo teatrale che i suoi genitori volevano vedere.
La ricostruzione della storia non ha convinto tutti i giurati popolari. Il procuratore ha promesso però che proverà entro tre messi a riproporre il processo, e allargare il numero di testimonianze ammesse in aula oltre la singola presenza di un'altra supposta vittima, unica voce autorizzata a raccontare la sua storia nel dibattimento che si è appena concluso.
Domenica 18 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 20:41

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