Strage di turisti a Istanbul, primi arresti: il kamikaze aveva chiesto asilo una settimana prima dell'attentato

All'indomani dell'attacco kamikaze nel centro di Istanbul, che ha ucciso 10 turisti, tutti tedeschi, e feriti altri 11, la polizia turca ha fermato tre cittadini russi nella provincia meridionale di Antalya per sospetti legami con l'Isis. Lo riporta l'agenzia di stampa statale Anadolu, secondo cui sarebbero accusati di aver fornito supporto logistico ai jihadisti. Non è chiaro se per gli investigatori possano anche aver avuto un ruolo nella preparazione dell'attacco di Istanbul.
Le autorità turche hanno arrestato anche un altro sospetto a Istanbul. Lo ha detto in una conferenza stampa il ministro dell'Interno turco, Efkan Ala.

L'attentatore suicida che ieri si è fatto esplodere nella zona Sultanahmet non era nella lista delle persone tenute sotto controllo dalla polizia per possibili legami con il sedicente Stato islamico (Is). Lo ha confermato il ministro turco degli Interni, Efkan Ala, in una conferenza stampa. L'attentatore è stato identificato come Nabil Fadli, un 28enne nato in Arabia Saudita e con cittadinanza siriana.


L'allarme. Nell'ultimo mese l'intelligence turca aveva lanciato due diversi allarmi a tutte le forze di sicurezza del Paese su possibili attacchi dell'Isis su vasta scala a turisti e stranieri. Lo riportano stamani i media locali, indicando che gli avvisi - datati 17 dicembre e quattro gennaio - allertavano sull'intenzione di diversi jihadisti entrati dalla Siria di condurre attacchi contro obiettivi turistici e contro le rappresentanze diplomatiche in Turchia dei Paesi Nato coinvolti nella guerra al Califfato.

Oltre alle 10 vittime tedesche il ministero degli Esteri di Berlino ha confermato anche 7 feriti tedeschi ricoverati in ospedale, di cui 5 in reparti di cure intensive. Il ministero non ha ancora fornito informazioni ufficiali sulle generalità delle vittime. I governi regionali di quattro Laender hanno però già confermato che tra le vittime ci sono dei loro cittadini: due uomini e una donna della Renania-Palatinato, una coppia del Brandeburgo, un uomo di 67 anni dell'Assia e tre uomini della Sassonia. Secondo un portavoce del ministero dell'Interno sassone si tratta di un 70enne di Lipsia e di due uomini di Dresda, di 51 e 75 anni. Secondo i quotidiani di Berlino, ci sarebbe anche una vittima berlinese, ma l'amministrazione della città non ha confermato l'indiscrezione.

Le autorità turche opereranno «in stretta collaborazione» con la Germania nelle indagini sull'attentato di ier. Riguardo al kamikaze che ieri si è fatto esplodere si è scoperto che aveva chiesto asilo in Turchia il 5 gennaio scorso, una settimana prima dell'attacco. Lo rivelano i media locali. L'attentatore, il 28enne Nabil Fadli, un siriano nato in Arabia Saudita, avrebbe presentato la domanda di asilo all'ufficio dell'immigrazione di Zeytinburnu, a Istanbul, in compagnia di altri 4 uomini. Nei giorni successivi Fadli, appena entrato in Turchia dalla Siria, sarebbe rimasto nell'indirizzo di residenza dichiarato. Le indagini sono in corso per cercare di identificare i suoi accompagnatori. Sempre secondo i media turchi, sarebbe una donna legata all'Isis la persona arrestata ieri sera in un blitz per il suo presunto coinvolgimento nell'organizzazione dell'attentato. Nell'annunciare il ministro dell'Interno, non ha invece fornito dettagli sull'identità del sospetto. 
Mercoledì 13 Gennaio 2016 - Ultimo aggiornamento: 14-01-2016 10:41

© RIPRODUZIONE RISERVATA

QUICKMAP