Accumoli, la grande fuga: «Ma non siamo disertori»

di Renato Pezzini
dal nostro inviato
​ACCUMOLI Arrivano i materassi e le reti, da stasera sonni più agevoli nel campo di Accumoli. E gli sfollati ringraziano: «Non ci fanno mancare proprio niente, abbiamo tutto quello che ci serve». Ma il “tutto” potrebbe diventare superfluo fra pochi giorni. E anche le tende blu, i sorrisi dei volontari, l’efficienza della protezione civile, le cucine da campo che oggi preparano pasta all’amatriciana e baccalà in guazzetto. Quel che resta di Accumoli sta per traslocare sulla costa Adriatica, i campi potrebbero non servire più. Ad Arquata del Tronto e Amatrice si discute di come riuscire a passare l’inverno in questa valle ferita dal terremoto e prostrata dai lutti. Ad Accumoli invece l’idea è quella di sbaraccare tutto per sette o otto mesi e tornare qui soltanto quando le casette di legno saranno pronte. A San Benedetto del Tronto gli hotel che d’estate ospitano i turisti sono pronti per accogliere quasi quattrocento abitanti del paese. Ci sono già gli accordi, c’è un piano dettagliato per il trasferimento in massa e per rendere accettabile la lontananza da casa.
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Venerdì 2 Settembre 2016 - Ultimo aggiornamento: 03-09-2016 08:34

© RIPRODUZIONE RISERVATA
COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2016-09-02 10:32:30
capisco il trauma di lasciare la propria terra, ma fossi in loro valuterei bene se tornare o meno. Incaponirsi sul voler ricostruire a tutti i costi mi sembra esagerato, anche perche' di mezzo ci sono delle vite umane.
2016-09-02 09:46:47
Certo per chi non abbia una attività legata al territorio la tentazione e i motivi di andarsene sono forti
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