Il pm: «Contro Sarah una comune volontà omicida di Cosima e Sabrina»

TARANTO - «L'azione omicida fu uno strangolamento che è durato da tre a cinque minuti. L'una avrebbe potuto fermare l'altra. Ci fu invece una comune volontà omicida. Una la teneva e l'altra la strangolava». Lo ha detto il pm Mariano Buccoliero descrivendo come Sabrina e Cosima avrebbero ucciso Sarah Scazzi.

«Nella stanza in cui è avvenuto l'omicidio - ha proseguito il pm Buccoliero - c'erano tre persone: Sabrina Misseri, Cosima Serrano e Sarah Scazzi. Non ci sono dubbi. Le modalità violente in cui Sarah è stata ripresa per strada escludono assolutamente che, una volta tornati a casa, proprio chi ha esercitato quell'azione violenta e, cioè in particolare Cosima, si disinteressasse di ogni cosa e lasciasse sole Sabrina e Sarah. Il rientro a casa è finalizzato a indurre Sarah a ritornare sui suoi passi cioè a rimanere in silenzio. Se Cosima si spinge a uscire e a prendere l'auto è perchè ritiene necessario riprendere Sarah e impedirle di tornare dalla mamma per raccontare qualcosa di pericoloso. Questo significa che era accaduto qualcosa di grave, oltre al litigio della mattina, che induce Sarah ad andare via».

Secondo il pm Buccoliero, tutto è legato «allo stato di particolare tensione tra le due cugine». Da quel segreto sul rapporto sessuale tra Ivano e Sabrina, riferito da Sarah, ma anche dalla possibile rivelazione di altri segreti sarebbe potuto derivare, secondo il pm, «un pregiudizio sociale personale per Sabrina e per tutta la famiglia. Cosima il problema di cosa 'avrebbe detto la gente', se quei particolari fossero stati diffusi, se lo pone. Questo la scuote e non poco. L'immagine familiare sarebbe stata compromessa. Anni di lavoro e di sacrifici per costruire quell'immagine sarebbero andati in fumo. L'intervento di Cosima, che è il vero capofamiglia - prosegue Buccoliero - si impone nel contesto dei rapporti tra Sabrina, Ivano e Sarah. Tutto quello che è accaduto deve rimanere lì».

E quindi in quella occasione i ruoli si sarebbero ribaltati. «In quella lite la protagonista è Cosima Serrano» che secondo il pm Buccoliero avrebbe intimato a Sarah «di non permettersi di andare a raccontare nefandezze sul conti di Sabrina screditandola agli occhi di tutti. Tutto viene scaricato su Sarah». La ragazzina, secondo il pm, «non si può dire che stia fuggendo. Del resto era stata rimproverata altre volte dalla zia. È amareggiata e torna a casa lentamente sul marciapiedi». Ma stavolta Cosima e Sabrina, soprattutto la prima, erano consapevoli, prosegue il pm, che «una rottura definitiva con la ragazzina» poteva concretizzare il rischio che determinati segreti potessero essere conosciuti dalla madre di Sarah, con la quale i rapporti di Cosima erano freddi, e che potessero anche essere interpretati da Concetta oltre il loro vero significato.

Il pm ha sostenuto che in precedenza Sarah «non aveva raccontato tutto alla madre circa le confidenze di Sabrina o comunque lo aveva fatto in maniera edulcorata nel timore che la donna non l'avrebbe fatta uscire più con la cugina. Questa volta la rottura molto forte avrebbe potuto indurre Sarah a raccontare molti particolari anche perchè Sabrina si confidava con lei nonostante la differenza di età». Per questo, conclude, vanno a riacciuffarla e la riportano in casa.

«Michele Misseri non ci sa dire come, quando e perchè ha ucciso Sarah Scazzi». Così il pm della Procura di Taranto, Mariano Buccoliero. «La ricostruzione di tutta la fase omicidiaria da parte sua - ha aggiunto - è totalmente inventata dalla A alla Z. Supera la più fervida fantasia di qualsiasi regista di film horror. È impossibile, ad esempio, che Sarah Scazzi sia scesa nel garage se, come sostiene la difesa, qualche giorno prima era stata molestata dallo zio». Inoltre non si capisce come «Sarah abbia continuato a tenere in mano il telefonino durante la fase dello strangolamento». L'arma del delitto, «e cioè la corda non c'era ma è rimasta attaccata al trattore e non è mai stata spostata». E anche «i due o tre giri di corda di cui parla Misseri sono smentiti da quanto accertato dal professor Strada», il medico legale incaricato dalla Procura.

Si è conclusa la lunga requisitoria del pm della Procura di Taranto Mariano Buccoliero al processo davanti alla Corte di Assise del Tribunale di Taranto per l'omicidio della 15enne Sarah Scazzi. Il magistrato si è occupato, in pratica per 3 giornate della posizione dei principali imputati, Sabrina Misseri, Cosima Serrani e Michele Misseri. La requisitoria riprenderà domani quando il pm si occuperà delle posizioni dei presunti complici di Michele Misseri nella soppressione del cadavere della ragazzina: il fratello Carmine Misseri e il nipote Cosimo Cosma. Toccherà poi al procuratore aggiunto Pietro Argentino che si soffermerà sugli imputati minori. Seguirà, probabilmente nella serata di domani, la formulazione delle richieste di condanna per gli imputati che in questo processo sono, complessivamente 9.
Lunedì 4 Marzo 2013, 17:53 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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