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Rossella Urru ricevuta da Napolitano
«Mia liberazione il giorno più bello»La cooperante: «Mai puntata un'arma contro di me, tornerò in Africa». I sequestratori: riscatto di 15 milioni. |

 ROMA - «Il giorno della liberazione è stato il più bello ma anche il più impegnativo perché non immaginavo che in Italia ci fosse tutta questa gente mobilitata per me»mentre il più «brutto è stato quello del sequestro» ha detto Rossella Urru, lasciando la Farnesina. La cooperante italiana era stata rapita il 23 ottobre scorso nel sud dell'Algeria dal Movimento per l'Unità e il Jihad in Africa Occidentale (Mujao) e liberata l'altroieri, dopo un sequestro durato nove mesi. «La cooperazione è importante anche se è molto rischiosa», ha spiegato la Urru, aggiungendo che «lavorare in certi posti si sta facendo molto difficile, ma io ci credo e spero di poter continuare a farlo».
La visita al Quirinale. «È stato un piacere conoscere una persona così fantastica». Così Rossella Urru ai giornalisti ha raccontato il suo incontro stamane al Quirinale con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «È stato vicino alla mia famiglia», ha aggiunto la cooperante, prima di partire per tornare nella sua Sardegna.
In procura. Urru è arrivata stamani in Procura a Roma ed è stata ascoltata per tre ore negli uffici del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo. La cooperante, vestita con un lungo abito verde e marrone, è arrivata a piazzale Clodio accompagnata da uomini dei carabinieri del Ros. Non ha rilasciato dichiarazioni. Sulla vicenda dell'italiana rapita la Procura di Roma aveva aperto un fascicolo di indagine ipotizzando il reato di sequestro a scopo di terrorismo.
Il racconto di Rossella. Urru ha ricostruito le varie fasi del sequestro affermando di aver spesso cambiato luogo di detenzione. Nel corso dell'audizione in Procura a Roma, Rossella Urru, ha spiegato agli inquirenti di aver compiuto «lunghi trasferimenti a piedi ma di non poter descrivere i luoghi» e le persone che l'hanno tenuto in ostaggio. Nel suo racconto la cooperante sarda ha, inoltre, affermato di «aver visto delle armi, specie nella prima fase del sequestro» ma non gli sono mai state puntate contro: «sono stata trattata bene», ha ribadito. Durante la prigionia per alcuni periodi è stata in compagnia degli altri colleghi spagnoli, liberati anche loro mercoledì.
Il riscatto. Un riscatto di 15 milioni di euro è stato pagato ai rapitori del Mujao per la liberazione dei tre cooperanti europei, tra cui Rossella Urru. Lo ha detto uno dei portavoce del gruppo alla France Presse. «Abbiamo ricevuto 15 milioni di euro per il rilascio dei tre ostaggi - ha precisato Walid Abu Sarhaoui - e abbiamo ottenuto che venisse rilasciato un mujaheddin in Mauritania». Per Sarhaoui è «un riscatto considerevole».  Venerdì 20 Luglio 2012 - 10:26 Ultimo aggiornamento: -
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